Torna Tangentopoli su Metro di Milano? 13 arresti per presunte tangenti e appalti. Sotto inchiesta anche le “frenate”

Un ritorno al passato. Ma quello più buio che ricorda gli anni difficili e tremendi di Mani Pulite. La cronaca purtroppo ci parla di ben tredici persone   arrestate per presunte tangenti e appalti truccati per la metro a Milano.

In tutto si parla di 8 appalti da 150 milioni di euro al centro dell’inchiesta della Procura di Milano. Tra gli arrestati figura Paolo Bellini, dirigente dell’Atm (Azienda trasporti milanesi), responsabile degli ‘impianti di segnalamento e automazione’ delle linee metropolitane. A Bellini vengono contestate presunte tangenti per 125mila euro tra il 2018 e il 2019.

Come ogni inchiesta, spuntano le intercettazioni.

“C’è da chiudere la banchina e siccome non c’è da recuperare niente gli ho detto con fiamma ossidrica e flessibile , due settimane, smantelliamo una banchina”. Così, intercettato nel marzo 2019, Paolo Bellini si interessava anche dell’esecuzione di lavori per la “eliminazione delle porte di banchina”, da affidare ad una società a lui riconducibile, per il problema delle “frenate”. Lo si legge nell’ordinanza cautelare nella quale il gip parla esplicitamente di “metodo Bellini” sugli appalti.

“Adesso c’è l’altra gara importante di 18 milioni, e questo sarebbe un bel lavoretto da fare, è l’installazione delle colonnine elettriche per gli autobus in tutti i depositi”. Così in un’intercettazione parlava Paolo Bellini, riporta l’Ansa, il dirigente dell’Atm finito in carcere nell’inchiesta sugli appalti della metro di Milano che sarebbero stati truccati in cambio di mazzette a Bellini e di lavori per società a lui riconducibili, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare di oltre 400 pagine.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta, peculato, abuso d’ufficio. Trenta persone fisiche e otto società indagate.

Tra gli arrestati due manager di Alstom Ferroviaria e uno di Siemens Mobility. Gli arresti eseguiti dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano.

Le indagini, secondo il procuratore di Milano Francesco Greco, “hanno accertato l’esistenza di un sistema di metodica alterazione di gare ad evidenza pubblica indette da Atm spa gravitante attorno alla figura” di Paolo Bellini, “pubblico ufficiale con il ruolo di Responsabile dell’Unità amministrativa complessa sugli impianti di segnalamento e automazione delle linee metropolitane 1,2, 3 e 5”, e “alle società Ivm srl e Mad System srl”, create da Bellini per “interferire” negli appalti.

Nell’indagine, spiega Greco, sono stati anche “raccolti elementi” su un “episodio di corruzione” del 2006 per “l’assegnazione dell’appalto relativo al sistema di segnalamento” della linea M1, la ‘rossa’, “nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d’emergenza)”.

In Procura a Milano, infatti, sono aperte anche indagini sulle frenate con feriti che si sono ripetute per mesi. Del sistema di sicurezza se ne occupa Alstom, società finita ora indagata nell’inchiesta sugli appalti.

 

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