Torna l’incubo Olimpiadi a Roma. Speriamo che nel 2024 l’Italia non ci sia più

di TONTOLO

Enrico Letta rilancia il sogno olimpico dell’Italia, per il 2024, all’indomani dell’assegnazione a Tokyo dell’edizione 2020: era l’anno per la quale Roma si era candidata, prima della decisione di Monti di rinunciare, e ora che la Capitale si rimette in pista. Dunque ricomincia la solfa delle olimpiadi romane, con tutto quello che siamo stati abituati a vedere, fra sprechi e impianti non finiti in tempo, come ai Mondiali di nuoto di qualche anno fa, oltre a inchieste della magistratura che non finiscono mai. Speriamo almeno che da qui a quando si deciderà la candidatura, l’Italia sia saltata per aria e non esista più come la conosciamo oggi.

Il dossier di Roma 2020 parlava di 42 impianti,  33 esistenti ed un budget di 31 milioni di euro: quello totale al ribasso, con i 4,7 mld di spesa pubblica scesi a 4,3 grazie a ulteriori 400 mln messi a disposizione da privati con un costo complessivo previsto che non arrivava a 10 miliardi. Siccome però siamo abituati ai trucci italici, si può scommettere fin d’ora che il budget sarebbe la prima cosa a saltare per aria. L’allora premier Mario Monti non s’era fidato e aveva annullato la candidatura: una delle poche cose buone che ha fatto durante la sua presidenza.

 

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