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Torino, la guerra degli attacchi di panico

torino2di TERRY SCHIAVO – Non voglio parlare degli attentati di Londra, il dispiacere è troppo forte e la rabbia lo è ancora di più.
Vorrei soffermarmi sul procurato allarme a Piazza San Carlo ieri sera a Torino, dove si trovava nostro nipote. La paura è stata tanta ma fortunatamente lui ne è uscito illeso. 1527 persone però sono rimaste ferite, alcune in modo molto grave per il panico che il falso allarme ha seminato e per i controlli insufficienti… Gente che scappava terrorizzata, calpestando altra gente, persone ferite gravemente anche da vetri disseminati per la piazza… eppure le bottiglie di vetro erano assolutamente vietate. Continuiamo a sottovalutare, a non voler vedere… a non ammettere che i tempi sono cambiati e lo è anche il modo di fare la guerra.
Siamo nel pieno di un conflitto di proporzioni gigantesche, sporco, costruito scientificamente e portato avanti non solo con attacchi armati tradizionali ma anche con sabotaggi, disordini sociali, attentati e attacchi informatici… E se nemmeno il panico per un procurato allarme, il cui numero di feriti è pari a quello di un conflitto, riesce a farci aprire gli occhi, allora non abbiamo speranza.
Siamo in guerra, si chiama guerra liquida e i nostri controlli e le misure di sicurezza risultano ancora purtroppo inadeguati, insufficienti, praticamente inutili in uno stato di guerra.

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