Toponomastica veneta, l’assessore alla cultura cambi direzione

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

A pensar mal se sbaglia ma sovente se ghe intiva ! In merito alle correzioni , leggi traduzioni, di parole e termini veneziani riportati sui “ninzioleti”, tipici indicatori stradali della città di Venezia, non vorremmo che dietro a tale operazione si nasconda una malcelata volontà di continuare nella censura, negazione e mistificazione di tutto ciò che riguarda la cultura, storia e civiltà Veneta, aldilà di un innocente, solo all’apparenza, tentativo di porre rimedio ad errori commessi nel tempo, ancorché esistano delle fonti linguistiche a sostegno dell’operato dell’amministrazione cittadina, opportunamente non contestualizzate nel periodo storico di riferimento.

Non vorremmo che l’assessora Tiziana Agostini, abbia riscoperto il Catastico della Serenissima del 1786 ai soli fini di giustificare e supportare con fondamento documentale storico il suo intervento e perseguire una sempre maggiore italianità di Venezia, da sempre artificiale e prevalentemente mas-mediatica.

Usiamo il condizionale per lasciare ad ognuno il beneficio del dubbio ma non possiamo far notare che se le stesse energie, che le varie amministrazioni italiane, hanno impiegato negli anni di questa triste parentesi storica, contro la cultura Veneziana, fossero indirizzate alla soluzione dei gravissimi problemi che attanagliano la Città, forse qualche risultato si sarebbe raggiunto. Eppure quando si tratta di monocultura di regime, degna erede del Minculpop di triste memoria, tutto si realizza, si trova tempo e soprattutto i soldi, mentre, quando si tratta di fare qualcosa di utile per Venezia ed i Veneziani, tutto diventa insormontabile.

Sono decenni che si parla di una seria politica della casa per i residenti e la città si spopola; si parla del recupero materiale e fisico e la città si sgretola; si parla di mantenere attività artigianali e produttive; e la città si impoverisce di regolare i flussi turistici ed i trasporti; e la città impazzisce; politiche per i giovani, scuole ed asili e la città invecchia, moto ondoso, grandi navi, inquinamento, pulizia ed igiene e la città marcisce!!!

Venezia, per secoli simbolo di libertà, esempio di buon governo, ispirazione per tanti popoli che si affrancavano da dominazioni straniere, è certamente testimonianza scomoda per tutte le amministrazioni che si sono succedute al governo della cosa pubblica cittadina , pertanto è comprensibile, non giustificabile, la volontà di cancellarne ogni memoria, scardinarne l’identità e render La definitivamente simulacro inerte alla mercé di nuovi oppressori . La correzione dei “ninzioleti” a qualcuno può sembrare un piccolo gesto ma potrebbe essere l’ulteriore sintomo di una azione demolitrice, nel fisico e nelle menti, che dura da 216 anni, da quanto cioè Venezia non è stata più padrona del proprio destino. Altri tristi esempi nella medesima direzione risultano essere anche l’accanimento perché non venga esposta la bandiera marciana dove previsto e la riorganizzazione in chiave anti-veneziana del percorso espositivo del Museo Correr.

Pertanto l’Associazione Culturale Veneto Nostro – Raixe Venete, augurandosi un cambio di direzione nell’operato dell’amministrazione cittadina in merito alla cultura Veneta, auspica un ripensamento dell’intervento in questione su basi che tengano conto della tradizione e del comune sentire degli ultimi Veneziani , si mette a disposizione per un civile e costruttivo confronto in temi storico-linguistici, ringrazia quanti hanno già fatto sentire la propria voce in merito e si riserva la facoltà di promuovere, organizzare e seguire, di concerto con chiunque abbia a cuore le sorti della città siano essi singoli o associazioni , altre iniziative a tutela della storia, cultura, lingua e tradizioni , componenti inscindibili della Veneta Civiltà.

Alberto Montagner
Associazione Culturale
Veneto Nostro – Raixe Venete

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