PARAGONE, IL LEGHISTA OGM E LA TASSA DI MAMMA RAI

di TONTOLO

Ieri sera, ero a casa del Baldo a guardare la televisione e, gira di qui che giro di là, salta fuori un tale Gianluigi Paragone che, finendo la trasmissione, ha fatto un invito a tutti i suoi telespettatori italiani: “Mi raccomando, sta scadendo il canone, correte a pagarlo”. Vaca sidela! Ma quel tipo lì non era quello che ha fatto carriera stando “a pusso” dei leghisti? Non era lui il direttore della “Pravdania”, quello dei Caparini che urlavano di non pagare il canone senza mai alzare le chiappe dalle comode – e ben pagate – poltrone della tv di Stato? Non era lui il “maroniano” che dirigeva la “Rete 55” dell’ex direttore di Raidue Antonio Marano? Non era lui che sulla “gazzetta verde” vergava le articolesse contro la tassa di Mamma Rai?

Come direbbe il venditore dell’asta tosta, oggetti tosti per tutti i gosti… cerrrrrrrrrrrrto che è lui!

Un leghista ogm, di quelli dell’ultima generazione: “Amante della bella vita (a Roma lo si vede girare per le vie del centro con tanto di autista), alterna i vestiti da cerimonia indossati per le apparizioni televisive al più informale abbigliamento da cocktail nella campagna inglese, senza mai però abbandonare le amate bretelle, meglio se rosse. Per quei pochi che ancora non lo conoscessero, quando si reca in Transatlantico per le grandi occasioni, camminando avanti e indietro con la pipa in bocca, risulterebbe difficile distinguerlo da un navigato esponente della sinistra radical chic”.

Te capit? Avanti “poppolo”, alla riscossa. In fondo, come direbbe il mio amico Batista, una carriera a spese dei contribuenti, in questo “Belpaese di merda” non la si nega quasi a nessuno. Men che meno ai “padani-napoletani”.

 

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