TOBIN TAX, TANTE ILLUSIONI INGIUSTIFICATE

di MAURO MENEGHINI

Non è possibile che mentre le merci nei supermercati e la compravendita di immobili sono regolarmente tassati, le transazioni finanziarie restino esenti. Con questa motivazione il presidente francese Sarkozy sta programmando di colpire le transazioni finanziarie. In questa maniera intende moderare le speculazioni finanziarie e ridurre la volatilità dei mercati. Non di minore interesse sono i miliardi per lo Stato per lenire gli effetti di questa crisi dei debiti pubblici.

E’ indiscutibile il fatto che una simile tassa avrebbe un effetto negativo per i flussi di liquidità verso i mercati finanziari. Che poi i costi ad essa collegati abbiano un effetto positivo ed un’utilità per ridurre le speculazioni degli iper rialzisti – ribassisti, da un punto di vista scientifico non è possibile rispondere.

Ma molto probabilmente l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie in Europa finirà per deprimere il mercato azionario e obbligazionario favorendo i più rapidi derivati. Con ciò si otterrebbe esattamente il contrario di quanto si vuole ottenere.

Il mercato dei derivati viene trattato nei mercati secondari e ha maggiori possibilità di sottrarsi ad obblighi fiscali europei. Questo significa: la liquidità verrà dirottata dal mercato azionario – obbligazionario verso il mercato dei derivati. Chi ne soffrirà di più saranno le medie aziende, il segmento che già oggi sta maggiormente soffrendo di carenza di liquidità. Per queste imprese procurarsi del capitale di rischio o di finanziamento tramite le borse diventerà ulteriormente più caro.

Altro argomento portato a sostegno della tesi a favore dell’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie è l’eliminazione della tassa sugli utili del settore finanziario, ma questa nuova tassa sarebbe lo strumento sbagliato. Questa tassa colpirebbe non solo la diminuzione dei valori del settore finanziario ma qualsiasi genere di transazione finanziaria e non può essere giustificata con l’eliminazione della tassa sugli utili del settore finanziario.

 

IL GRAFICO

 

Il presidente francese Sarkozy insiste nell’introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie. Al limite è disposto alla sua introduzione in tutti i paesi europei  con l’esclusione della Gran Bretagna. Con essa dovrebbero venire ridotte le speculazioni e contemporaneamente le casse statali ne avrebbero un vantaggio. Ad un primo sguardo si prendono due piccioni con una fava. Ma le cose non stanno proprio così.

 

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