LOMBARDIA, PATTO DI STABILITA’ E CARROCCIO ININFLUENTE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

Egregio direttore, con l’articolo 35 del cosiddetto “decreto sulle liberalizzazioni” il presidente del Consiglio dei ministri Monti e soci stanno rapinando per l’ennesima volta i comuni della Padania, alla faccia dei partiti del nord che fanno finta di non vedere e di non sentire, come succede in qualche regione del sud.
Infatti il decreto legge, datato 24 gennaio 2012, impone ai comuni virtuosi – che sono quasi tutti al nord – di trasferire alla tesoreria statale di “Roma ladrona” tutti i soldi accantonati – per gli effetti del patto di stabilità che la Lega nord insieme a Silvio Berlusconi ha continuato ad imporre ai comuni – entro il 16 di aprile 2012 fino al 31 dicembre 2014.
Secondo questo stato ladrone, il fine è quello di tutelare “l’unità economica della repubblica”. Più semplicemente e praticamente i comuni del nord pagheranno ancora una volta per i comuni del centro sud, i quali si faranno belli con la fatica degli altri.
Ma quello che più mi indigna e mi fa vomitare di disgusto, è il comportamento della Lega Nord che, salvo qualche eccezione, su questa infame rapina non fa assolutamente nulla.
E sì che la Lega Nord ha governatori di Regione, presidenti di Province e centinaia di sindaci e assessori, i quali potrebbero ribaltare il mondo se solo lo volessero. Probabilmente questi “barbari” sono talmente civilizzati e pasciuti da aver perso completamente la spinta rivoluzionaria e indipendentista della prima ora.

Roberto Lamagni – consigliere comunale di Castel Goffredo “Lega Padana Lombardia”

 

 

 

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