Chi volete che abbia voglia di fare impresa in Italia?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nei giorni scorsi, in viaggio per Roma, incrocio un importante ex sindacalista, ora autorevole membro del nostro Parlamento. Ne approfitto per parlare della misteriosa legge sul lavoro da poco approvata per cercare di saperne qualcosa di più ( avete provato a leggerla e capire cosa voglia dire ? ) e confrontarmi con uno che da decenni lavora su accordi, contratti e leggi nel mondo dell’impresa.

L’affermazione “vedremo come funzionerà” e “sembrerebbe che…” è ricorrente. Cioè su una materia così essenziale anche lui, come un’infinità di parlamentari che hanno votato, non sa bene cosa e con quali enormi margini d’incertezze funzionerà. Andiamo bene. Ed io che speravo di ritornare in azienda e dire “ guardate che su questi punti la legge dice questo e quest’altro…”.

Affronto allora il problema delle cessazione del rapporto di lavoro ad iniziativa dell’azienda. Apriti cielo! Neanche parlarne. Secondo lui, le aziende non possono e non devono prendere iniziative di questo tipo. Si devono sempre far carico a vita della persona con la quale hanno stipulato un contratto di lavoro, dimenticandosi che tutti i contratti di questo mondo hanno anche delle clausole di disdetta e cessazione. Cerco di ricordargli cosa è un’impresa, come nasce e si sviluppa, come crea occupazione e com’è inesorabilmente soggetta al mercato e alla concorrenza, ciò a vantaggio di tutti i cittadini.

Il personaggio non ha alcun dubbio. Se l’azienda prende una tale iniziativa, è doveroso che il dipendente la trascini in tribunale. Amen

Con pensieri (e legislatori) di questo tipo, a chi vien voglia di creare imprese e occupazione in Italia?

Adriano Teso – Imprenditore

 

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