Temù e Ponte di Legno, quella fusione tra comuni che crea polemiche

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

A proposito di controllo delle spese (che per i più sofisticati, si chiama “spending rewiew”) ritengo che il disastro economico italiano attuale sia dovuto in gran parte ai governi che si sono succeduti a Roma, ma in non piccola parte ai governi Regionali, Provinciali e Comunali.

Un esempio lampante si sta vivendo da mesi presso due comunità: Ponte di Legno e Temù, entrambe in Valle Camonica, in provincia di Brescia. In questi due Comuni (tutti e due con più di 1000 abitanti e quindi esenti dall’obbligo di unirsi) è in atto da mesi una battaglia tra cittadini e Consigli comunali per la fusione. I cittadini non ne vogliono sapere della fusione (ed un sondaggio condotto nel Comune di Temù ha dato ragione ai cittadini), mentre i Consigli premono insistentemente per la soluzione di accorpamento. E’ bene dire che la contrarietà dei cittadini non è dovuta affatto a rivalità paesane (anzi filano d’amore e d’accordo), bensì al non infondato timore che vi siano interessi non meglio identificabili.

Come mai ? Semplice! A causa di gestioni non proprio brillanti, specie per quanto riguarda il Comune di Ponte di Legno, i due sindaci sperano – con manovre poco chiare – di sanare (o meglio mascherare) la reale situazione. Già l’IMU dei due Comuni è la più alta di tutta la Valle Camonica ed a Ponte di Legno la tassa per i rifiuti solidi urbani ha raggiunto vette preoccupanti: “Chissà – dicono i cittadini – una volta uniti quali altre diavolerie inventeranno”!

Si sono svolti già due incontri pubblici durante i quali la maggioranza dei cittadini ha chiesto di chiarire, in termini numerici, vantaggi e svantaggi del progetto. Così come normalmente avviene in una qualsiasi azienda. Disgraziatamente nessuna cifra (neanche la più piccola ed insignificante) è però emersa per dipanare i dubbi. “La fusione non significa affatto taglio a scuole, uffici postali o banche  e chi lo afferma mistifica la realtà e confonde la nostra gente”, ha dichiarato il neo Presidente del BIM Corrado Tomasi, ex sindaco di Temù. La gente si domanda, allora, ma se sono così convinti di “non tagliare”, dove vanno a pescare i risparmi? Non sarà certo per “quattro” consiglieri comunali in meno ai quali verranno quasi sicuramente dati posti ben più remunerativi in Enti locali creati ad hoc. Val la pena aggiungere anche un altro fatto: i due Comuni hanno effettuato, nel volgere di non molti anni, spese che a dichiarare folli si passa per ottimisti.

“A mettersi insieme diverremo più forti”, dichiarano come unico mantra i Consiglieri dei due Comuni. Come se la somma degli abitanti (entità che permane esigua) potesse tradursi in cifre di risparmio.

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