Tassi d’interesse, la scalata è appena iniziata

«Il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea è incomprensibile e renderà di fatto inaccessibile il credito per le pmi italiane che si troveranno a stretto giro in ginocchio. Portare il costo del denaro al 2,5% in un momento così complesso per la congiuntura interna e internazionale non ha alcuna giustificazione. Il vertice della Bce ha detto che vorrà proseguire ancora con rialzi dei tassi a colpi di mezzo punto percentuale nel corso del 2023: tale linea cagionerà un innalzamento ulteriore dei tassi praticati dalle banche alla clientela privata e a farne le spese, oltre alle famiglie, saranno le imprese più piccole, quelle che hanno meno capacità di fornire garanzie e con livelli di crescita dei fatturati contenuti». Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora. «Rispetto al 2019, gli interessi sui finanziamenti bancari alle imprese sono raddoppiati e la tendenza al rialzo proseguirà ancora nei prossimi mesi: il costo dell’indebitamento diventerà, pertanto, insostenibile. Riteniamo fondamentale un intervento del governo che, pur nel rispetto delle regole di mercato, agisca, attraverso la cosiddetta moral suasion, affinché il settore bancario possa favorire, magari attraverso un potenziamento delle garanzie statali, l’erogazione di liquidità all’economia reale» aggiunge Spadafora.

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