Tasse, pedaggi, la solita storia e il Nord ancora tace?

di VALTER ROVERATO –  Più di un annetto fa scrivevo….: Finalmente una buona notizia che questo governo ci propina: i pedaggi autostradali non aumenteranno!!! Eh sì, perché con gli “altri” governi ogni anno c’era la “sorpresa” del consueto aumento dei pedaggi autostradali, ma con questo governo non sarà così, quest’anno…. Beh, precisiamo: almeno da gennaio non ci saranno aumenti, perché in realtà essi sono stati solo congelati, ma “solo” sul 90% della rete, e “solo” per sei mesi, fino a giugno. Un bel regalo!!! Ripassiamo quelli che sono gli aumenti (vedi anche: http://www.lindipendenzanuova.com/aumentano-i-pedaggi-ma-solo-al-nord-viva-la-lega-italiana/) Il 10% di tratte interessate da subito sono: TEM e Brebemi (+2,2%), Torino-Bardonecchia (+6,6%), CAV (+2%), Torino-Savona (+2,2%), Aosta-Monte Bianco, (+6,3%), Savona-Ventimiglia (+0,7%), Autostrada della Cisa (+1,8%), Autovia Padana (+0,1%), Serravalle (da febbraio  + 2,62%), Tangenziale di Napoli (+1,8%).

Notate nulla di strano? Ma certo, sono tutte al Nord tranne una! Bravi, avete indovinato! I giallo-verdi avranno pensato che è meglio aumentarle subito dove “i ricchi” possono permettersi di pagare un po’ di più, e questi ricchi sono sempre al Nord, chiaramente. Al Sud, oltre ad avere già molte tratte di autostrada da sempre gratuite, diamo il reddito e le pensioni di cittadinanza! Giustamente, questa è l’Italia unita di Salvini!

E così, dopo la quota “62+38” (inizio dello “smontaggio” della Fornero, che intanto dal 1/1 ha già aumentato l’età pensionabile a 67 anni ed il minimo contributivo a 42 anni e 3 mesi), dopo il reddito di cittadinanza “solo agli italiani”, che andrà pure agli stranieri residenti da più di 5 anni, (giusto, mica sono razzisti… e poi ci penserà qualche “magistrato cattivone” ad estenderlo a tutti quanti), dopo le tasse al no-profit che “cancelleremo in Parlamento”, dopo gli stanziamenti per i “centri per l’impiego”, che intanto vengono chiusi perché infestati dai topi (peccato, almeno loro lo avevano trovato, l’impiego), ed altre amenità del genere, spacciate per “manovra del popolo”, o “del cambiamento”, dopo tutto questo, a quale altra comica dovremo assistere?

Cosa ci propinerà ancora il “capitano” del Titanic-Italia? Chissà, finora lo abbiamo visto solamente prendere in mano la Lega di quel Nord, che voleva la secessione, e trasformarla in un partito tutto italiano che invece sta portando il paese unito verso la recessione, ovvero: come cambiare solamente una lettera e scontentare tutti. Ma di certo, se sarà recessione, non sarà colpa sua, di Salvini, ma dei suoi compagni di avventura, che hanno messo nel “contratto di governo” quei provvedimenti che lui, se avesse governato da solo, non avrebbe mai preso, quindi ci sarà la solita scusa pronta: “è colpa di quegli altri”, cosa che sentiamo da sempre in questo paese, a tutti i livelli. Eh, sì, perché anche il vecchio Berlusconi si era lamentato di questo nei confronti della vecchia Lega, tanto che aveva lanciato appelli agli elettori di dargli “il 51%”, vi ricordate?

 

Infatti poi a luglio 2019 ha fatto cadere il governo, ndr.

Allora cosa resta a noi del Nord? Ma certo, la cosiddetta autonomia! Ma se prima dovevano darcela “immediatamente”, poi è slittata “in autunno”, poi “entro l’inverno”, poi “in primavera”, mentre il premier metteva le mani avanti dicendo che “non sarà per tutte le 23 materie”, anche se la richiesta, ribadita anche con un referendum (strumento ultra-osannato dai grillini, ma solo se è “in rete”, non con schede e matite), riguardava proprio tutte le materie.

 

Evidentemente a Roma stanno pensando bene come annacquare questa loro “gentile concessione” (peraltro prevista dalla “costituzione più bella del mondo”), e fare fesso ancora una volta il Nord… ma fino a quando? Cosa serve ancora agli abitanti della “locomotiva d’Italia” per capire che i vagoni che si porta dietro pesano troppo e sarebbe meglio sganciarli? Dobbiamo capire che ormai la Lega “ex-nord” adesso la locomotiva l’ha abbandonata per andare a manovrare direttamente gli scambi dei binari, e se non gli togliamo dalle mani pure quelli, e continuiamo solamente a mettere il carburante nella macchina, faremo la fine di un’altra locomotiva famosa: quella di Guccini:

La storia ci racconta come finì la corsa

la macchina deviata lungo una linea morta…

con l’ultimo suo grido d’ animale la macchina eruttò lapilli e lava,

esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:

lo raccolsero che ancora respirava………..

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