Tasse al Nord. A Roma si deve trattare per questo, non per le cadreghe

9dicembretassedi MARCELLO RICCI – Per Voltaire ciò che caratterizza la libertà è l’indipendenza mantenuta con la forza. Trascorsi più di tre secoli nulla è mutato. Inutile fare esercizi linguistici su i due concetti. Più pregnante  è valutare il significato di forza. Al concreto. Padania e  Italia. La Padania resta colonia romana, che  mantiene Roma con i tributi .  La storia si ripete sempre. Prima l’Impero di Roma, poi l’impero di Londra. Mussolini provò a replicare in formato bonsai l’impero. Londra non accettò velleitarismi. Noto è il seguito.  La Padania non approfittò dell’occasione per dividersi dall’Italia. I partigiani, guerrieri stanchi, deposero le armi per riposare sulle poltrone istituzionali. Inutile piangere il latte versato   e il momento fuggente perduto. I sassi delle montagne, per incanto divennero morbidi, nacquero  cadreghe e cadreghin. Questa è storia. Lontani da ogni forma di lotta armata, lasciando ai sogni, barricate e lotte sanguinose, resta possibile una qualche azione anche quando l’inerme pacifismo rende imbelli?
Non è attuale evocare l’uso delle armi, particolarmente quando non c’è vergogna a derubricale l’invasione in accoglienza. Invertebrati sino al punto di evitare una trattativa con Roma ladrona su tributi e servizi. Do ut des è uno dei quattro innominati del diritto romano, tradotto nella circostanza in braccino lungo per prendere e corto per dare.
Possibile che i popoli padani non riescano a far confluire i tributi in una propria agenzia delle entrate capace di contrattare con Roma?
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