Tappezzate le città del Veneto con le epigrafi “Dopo 1000 giorni l’autonomia è morta (quella della Lega e di Zaia)

“E’ ora di seppellire l’autonomia più volte annunciata dalla Lega di Salvini e di Zaia e per questo sabato mattina a mille giorni esatti dal referendum farsa del 22 ottobre 2017, celebreremo un simbolico funerale, con tanto di bara vera, a Venezia. I cittadini veneti sono invitati a portare un fiore sul cadavere di quella che doveva essere una rivoluzione ed invece è stato solo il più costoso degli spot elettorali per la Lega, con lo sperpero di 64 milioni di euro tra Lombardia e Veneto”.

Spiega così la mobilitazione simbolica dei delusi dal referendum per l’autonomia il consigliere regionale Antonio Guadagnini, candidato alla presidenza del Veneto per il Partito dei Veneti.
Presi in giro, secondo Guadagnini, da un referendum a cui votarono 2 milioni e 300mila persone e che non ha dato nessun esito.

“I veneti hanno un’ultima possibilità a settembre – spiega Guadagnini – per affrancarsi dal giogo dei partiti romani: quello di votare per la nostra formazione, l’unica con la testa e soprattutto il cuore in Veneto. Noi non prenderemo ordini da nessuno se non dai nostri elettori: non abbiamo salotti romani da mantenere nè ordini di scuderia milanesi da rispettare. E un partito del genere, analogamente a quanto da anni nelle province autonome di Trento e Bolzano fanno gli amici dell’SVP, farà il bene del Veneto. E il primo atto che proporremo nel nuovo Consiglio Regionale non sarà un nuovo referendum ma invece un avviso di sfratto al Governo di Roma: se non ci verrà concessa una autonomia fiscale vera in tempi ragionevoli, ce ne andremo, perchè l’unica maniera per rimanere protagonisti in Europa è quella di allentare sul serio i lacci dalla burocrazia statale, immaginata dai Savoia ormai due secoli fa, e del tutto ammuffita e antistorica. E’ ora di avere il coraggio di dire basta”.

L’appuntamento Antonio Guadagnini e gli attivisti del Partito dei Veneti lo danno ai simpatizzanti del movimento costituitosi ad ottobre dello scorso anno riunendo dieci sigle dell’autonomismo e dell’indipendentismo veneto, davanti alla stazione di Venezia Santa Lucia alle ore 10.30. Il presidio si concluderà con la deposizione della bara con dentro la finta autonomia su una barca, che porterà il simbolico feretro al camposanto veneziano.

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2 Comments

  1. Walter per favore…..il Partito dei Veneti è stato costituito mesi dopo il referendum proprio perchè si capiva che a roma le cose stavano prendendo la solita piega italiota.
    Io al contrario del funerale ( mi rifiuto che l’autonomia sia morta) avrei fatto l’esaltazione dell’autonomia che i Veneti ritengono irrinunciabile.
    Come ? Distribuendo capillarmente su tutto il territorio Veneto dei volantini inneggianti all’autonomia che non è morta ma solo rimandata vergognosamente da questo stato fallito ed imbelle.
    I partiti con i loro politici e le oltre 160.000 norme hanno talmente complicato lo stato che anche loro devono ricorrere a burocrati incalliti per capircene qualcosa.
    Semplificare non sarà facile ma lo si deve fare. Solo partendo dalle Regioni e non dal centro lo si potrà fare. Quasi ex novo, al fine di rendere la vita dei cittadini degna di essere vissuta e non sofferta come da troppi anni sta avvenendo. Ormai le parole non bastano più servono solo fatti e fatti e fatti e se non li farà roma lo faranno i cittadini.
    WSM

  2. Ma se era un “referendum-farsa”, allora come mai hanno partecipato anche gli elettori del futuro “partito dei Veneti”? Potevano dir loro che era una farsa, uno spot elettorale della Lega italica, e di non partecipare….

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