SPENDING REVIEW, IL SENATO APPROVA IL DECRETO LEGGE

di REDAZIONE

Il decreto legge sulla spending review incassa il primo via libera del Senato con 236 voti favorevoli, solo 5 contrari e 30 astensioni del gruppo dell’Italia dei Valori. Un risultato che lascia soddisfatto il governo, che pur non blindando l’iter del provvedimento con la richiesta di fiducia ha potuto contare dunque su «un ampio sostegno parlamentare», come sottolinea il Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Giampaolo D’Andrea. Il testo, che deve essere convertito in legge entro il 7 luglio, ora passa all’esame della Camera. Ecco le novità principali.

– OK CERTIFICAZIONE CREDITI, ANCHE PER PROFESSIONISTI. Arriva la certificazione dei crediti delle imprese verso le P.A., comprese le Regioni sottoposte a piani di rientro da extra-deficit nella sanità. La norma vale anche per i professionisti. Il testo stabilisce inoltre la compensazione dei crediti vantati verso lo Stato con le cartelle esattoriali.

– REGIONI IN ROSSO, FORBICI SOLO SU SANITÀ. Il supercommissario potrà decidere di tagliare autonomamente la spesa sanitaria delle Regioni in deficit, e dunque commissariate, ma non intervenire sugli altri capitoli del bilancio.

– POTERI BONDI ANCHE SU SOCIETÀ CONTROLLATE NON QUOTATE. Bondi potrà intervenire non solo sulle società a totale partecipazione pubblica ma anche su quelle «non quotate controllate da soggetti pubblici».

– BENI E SERVIZI, MA ANCHE IMMOBILI. Il supercommissario avrà anche il compito di «ottimizzare, in collaborazione con l’Agenzia del demanio, l’utilizzazione degli immobili di proprietà pubblica, al fine di ridurre i costi».

– ARRIVA LA GUARDIA DI FINANZA. Bondi potrà fare affidamento anche sulla guardia di Finanza per raggiungere gli obiettivi per i quali è stato incaricato.

– GOVERNO E PARLAMENTO. Il premier o un ministro da lui delegato deve riferire due volte all’anno al Parlamento. La prima relazione avverrà però entro il prossimo 31 luglio. Il governo dovrà però anche presentare al Parlamento il programma dei tagli strutturali, quindi quelli che vanno oltre il contenimento della spesa per beni e servizi, entro il 30 settembre 2012.

– ACQUISTI CENTRALIZZATI. I parametri prezzo-qualità individuati dalla Consip diventano «imprescindibili» per le amministrazioni pubbliche. Anzi, se possibile, le amministrazioni pubbliche devono applicare parametri migliorativi. Si punta poi a utilizzare il più possibile il sistema informatico.

– OFFERTE PUBBLICHE, NUOVE REGOLE PER TUTTI. Le nuove norme sulle offerte pubbliche valgono per tutti, anche per quei casi controversi che sono all’attenzione della giustizia amministrativa.

– APPALTI PUBBLICI, ARRIVA STRETTA. Vengono rafforzati i poteri dell’Osservatorio, abbattendo i limiti dell’entità delle gare pubbliche da 150mila euro a 50mila euro.

Non più di una settimana fa, il ministro Giarda ha sostenuto che – pronti via – sarebbero stati tagliati 100 miliardi e si sarebbe arrivati a 300 in un breve lasso di tempo. Da quanto si evince sopra, non ci pare che la strada giusta sia stata imboccata.

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