Superata la soglia di 100mila vittime. Tasso positività al 7,5%

L’Italia supera i 100mila morti di positivi al coronavirus. È il sesto Paese al mondo in questa triste classifica, alle spalle di Usa, Brasile, Messico, India e Regno Unito. Questa quota preoccupante è stata raggiunta con l’ultimo aggiornamento del bollettino del ministero della Salute, secondo cui ci sono stati 318 decessi in 24 ore per un totale di 100.103. I nuovi contagi sono 13.902 nel territorio nazionale, cioè oltre 3 milioni (3.081.368) dall’inizio della pandemia. Ammontano a 184.684 i tamponi molecolari e test antigenici rapidi analizzati e il tasso di positività in un giorno scende dal 7,6% al 7,5%. “Le prossime settimane non saranno facili. Dobbiamo piegare la curva ma ci sono le varianti, servono massima cautela e prudenza”, è il monito del ministro Roberto Speranza.La situazione ospedaliera resta da campanello rosso. Crescono i ricoverati positivi al Covid-19. Sono 95 in più in terapia intensiva per un totale di 2.700 con il dato degli ingressi del giorno che si attesta a 231. In aumento anche i posti letto occupati in regime ordinario: 687 in più rispetto a ieri. Toccano quota 21.831, quindi, i ricoverati con sintomi negli ospedali lungo lo Stivale. Eppure, non ci sono solo ombre ma anche luci. Perché gli attuali positivi tornano a scendere (-329) e sono complessivamente 472.533, mentre il dato dei guariti sfiora quasi quello dei nuovi contagi. Sono 13.893 i dimessi e guariti, cioè oltre 2,5 milioni dall’arrivo del Sars-CoV-2 in Italia (2.508.732 per la precisione).Ed è l’Emilia-Romagna con 2.987 nuovi casi di Covid-19 la regione italiana in cui se ne registrano di più nelle ultime 24 ore, secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute. A seguire la Lombardia con 2.301 positivi. Se la Toscana si ferma a 1.000 contagiati, superano questa quota la Campania (1.644), il Piemonte (1.214) e il Lazio (1.175). Mentre il Veneto si ferma a 757 infetti, il governatore, Luca Zaia, avverte: “La situazione è di preoccupazione, perché abbiamo tre province, Padova, Treviso e Verona, con una curva di crescita impostata, con un incremento che si ripercuote anche a livello veneto”. E nelle Marche, a partire da mercoledì, entreranno in zona rossa le province di Fermo e Pesaro-Urbino.

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