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Super pensioni e il doppiopesismo della Corte costituzionale

di CLAUDIO ROMITI

In tema di previdenza pubblica, come è noto la Consulta ha bocciato il contributo di solidarietà che il governo Monti aveva deciso di adottare sulle pensioni superiori ai 90.000 euro all’anno.

I ben pagati giudici costituzionali, in evidente odore di conflitto d’interessi, hanno stabilito che tale norma contrasta con gli articoli 3 e 53 della nostra Costituzione sovietica.  Articoli che, per la cronaca, impongono al nostro “carissimo” fisco di adottare rigidi criteri di uguaglianza e di progressività nel prelievo. Dunque, l’Inps ha dovuto rimborsare l’esercito di mandarini di Stato a riposo, con buona pace dei nostri disastrati conti pubblici.

Tuttavia, per  una ben più ampia platea di cittadini-contribuenti gli stessi principi costituzionali sono stati sospesi da oltre 20 anni, senza che nessuno avesse qualcosa da obiettare. Mi riferisco ai milioni di lavoratori indipendenti -piccoli imprenditori, artigiani e commercianti- ai quali fin dal 1991 è stato coercitivamente applicato il metodo contributivo basato sui cosiddetti minimali.

In soldoni, l’Inps pretende da chiunque si avventuri in una attività economica privata un versamento annuale calcolato su un reddito minimo fissato a tavolino dai relativi burocrati. Ciò vuol dire che nel caso, sempre più frequente di questi tempi, di un titolare di partiva Iva che chiudesse l’anno in perdita, l’ente pubblico pretenderebbe comunque un contributo, pena more salatissime, che oramai si aggira intorno ai 4.000 euro all’anno.  D’altro canto, penseranno i tanti collettivisti in servizio attivo permanente, dato che i cosiddetti bottegai sono ricchi per definizione, questa “piccola” tagliola previdenziale si può tranquillamente tollerare. Soprattutto, aggiungiamo noi, se questa macroscopica diversità di trattamento tra papaveri pubblici e lavoratori autonomi serve a portare acqua al mulino dei proibitivi assegni pensionistici dei primi. In fondo gli alti burocrati pubblici hanno operato per il bene comune, contrariamente all’egoismo sociali dei citati bottegai, evasori per antonomasia.

Appare,  pertanto, giusto e sacrosanto che per quest’ultimi si possa applicare una piccola deroga di natura costituzionale. Viva lo Stato, viva l’equità!

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11 Comments

  1. Ma che cavolo cercate, c’è chi fa il suddito e lavora (e chi nella associazione a delinquere di stampo politico-burocratico) comanda.
    Vi ricordate del fattarello di pura fantasia che veniva spacciato per vero alle elementari sul “Guai ai vinti” di un Brenno che aveva invaso Roma?
    E vi ricordate di Marco Furio Camillo con il suo “Roma si difende con il ferro e non con l’oro!”
    Meditate che l’associazione a delinquere anzidetta, senza il ferro non cambierà mai atteggiamento.

  2. I Giudici della Corte Costituzionale, futuri beneficiari delle pensioni sopra i 90.000 euro, decidono loro se adottare il contributo di solidarietà o meno. I parlamentari decidono loro quale debba essere la loro retribuzione, per parità i cittadini dovrebbero poter decidere quale debba essere la loro tassazione, in Svizzera i referendum possono trattare, al contrario dell’italia, anche temi fiscali.
    Rimanendo sul tema contributivo, la cosa assurda è che se un ragazzo di vent’anni apre un attività, prende la partita Iva come artigiano o commerciante, si trova fin da subito a dover pagare circa 3.000 euro di Inps, il minimo, quando magari nel primo anno incasserà 12.000 euro lorde.
    Chi invece appartiene alla gestione separata dell’Inps paga in percentuale al fatturato.
    Se le cose fossero giuste ognuno dovrebbe essere libero di scegliere se avere una pensione e quanto versare,, avere solo pensioni private. L’Inps verrebbe chiusa e i cittadini comunicherebbero a quale azienda di pensioni consegnare quanto già versato finora. Ognuno sarebbe libero di versare magari solo 100 euro al mese, di andare in pensione a quarantanni con 50 euro al mese di pensione, oppure versare di più lavorare più a lungo ed andare in pensione con una cifra maggiore, sono scelte personali, magari dettate dal possedere immobili od investimenti.
    Invece noi dobbiamo pagare, salato ed obbligatoriamente, non possiamo decidere a quale età andare in pensione. Perché vi domanderete? perché l’Inps con i nostri soldi fa tutto fuorché essere un Ente previdenziale, concede case con affitti irrisori a politici e loro parenti, ripiana le perdite dell’Inpdap, concede pensioni a chi non ha mai versato o versato pochissimo, pensioni d’oro, babypensioni, pensioni sociali e d’invalidità, copre la cassa integrazione.
    Prima ce ne andiamo dall’italia e meglio sarà, così magari qualche soldino per le nostre pensioni ci sarà ancora….

    • >> quando magari nel primo anno incasserà 12.000 euro lorde

      Seee, magari.
      E’ fortunato se incassa la cifra per coprire i 3000 e rotti per l’inps e andare giusto giusto in pareggio.

  3. C’è solo una cosa da fare! Randellarli tutti e radere al suolo questa itlia di merda.

    Solo che tutti cianciamo,cianciamo e poi… Fuffa

  4. Se il sistema pensionistico è ormai su base contributiva, che senso ha applicare un minimale. Un autonomo, impresa individuale, deve poter contribuire se vuole e se non lo fa, alla fine avrà solo la pensione sociale, come chiunque non abbia mai lavorato come dipendente. Chi si dà da fare e cerca di rendersi economicamente autonomo è penalizzato rispetto al parassita che aspetta sempre l’aiuto dello stato.
    Per lui la solidarietà è un obbligo, ma per la Consulta applicare lo stesso criterio ai pensionati d’oro è un’eresia costituzionale. La Consulta, congrega d’immondi sacerdoti, custodi del parassitismo statalista più becero e infame.

    • Dimenticavo di dire che tutte queste pensioni d’oro sono tali perché calcolate su base retributiva. A quei manager (?) è bastato autoconcedersi un sostanzioso aumento di stipendio gli ultimi cinque annni prima del pensionamento per ottenere una pensione che su base contrubutiva avrebbero forse ottenuto solo vivendo due volte ma ciascuna con due vite parallele.

  5. Confermo la truffa. Nel 2009 ho aprto partita iva per un attività mai avviata. In tutto ho fatturato circa 6000 euro. Mi sono arrivati sa pagare circa 3500 euro di inps. Il resto mi è andato in commercialista e costi…ci ho rimesso. Ovviamente non ho pagato un cazzo e aspetto con la mazza da baseball chi di equtagglia avrà il coraggio di venire a trovarmi

  6. E’ incredibile che 15 personaggi nominati possano dire quello che va bene o non va bene per 60 milionni di persone! Grazie a quel pezzo di carta mai approvato dal popolo.La consulta è da abolire, contribuisce a definire sudditi i cittadini.

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