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Sul referendum veneto la Puppato fa battute ridicole

di RENZO FOGLIATA

Cara Senatrice Puppato, il Suo commento sul Referendum, se non fosse tragicamente dannoso, farebbe sbellicare dalle risate. Avviluppata in un’antica tradizione comunista di fedeltà al partito e di gabbia ideologica, Lei inciampa nella negazione della logica più elementare, secondo il costume della classe politica italiana (non solo quella odierna) alla quale Lei appartiene, classica espressione di un mondo in sfacelo che finge che tutto sia immutato mentre invece sta per essere travolto. Ma come senatrice!? Qualcuno Le ricorda con insistenza che il Veneto vanta un residuo fiscale di venti miliardi di euro annui, che se rimanessero sul territorio muterebbero vita, speranze, prospettive, aspirazioni sociali, pressione fiscale, infrastrutture, e Lei risponde che “i problemi sono altri”?

Lei cita lavoro, disoccupazione, aziende che chiudono, municipi senza sede, come se tutto ciò nulla avesse a che fare con il progetto politico di staccarsi da una realtà, l’Italia, che draga tutte le risorse disponibili per trasferirle altrove o buttarle nel fabbisogno di un mostruoso apparato statale? E della cultura e della storia del Suo territorio, umiliate e degradate a folclore di paesello da un’Italia arrogante ed irridente, nulla Le cale ? E come fa a sostenere seriamente, senza riderne Lei stessa in cuor Suo, che le soluzioni dipendono più da Venezia che da Roma? Vorrebbe negare che l’asfissia che strangola il Veneto dipende dalla appartenenza allo stato italiano, alla sua burocrazia, alla sua tassazione insostenibile ed irriformabile, al suo debito pubblico?

Oppure, senatrice, si nasconde dietro ad un presunto veto costituzionale? Non Le pare, senatrice, che se davvero la Costituzione fosse un ostacolo così imponente alle aspirazioni di autodeterminazione, essa Costituzione non avrebbe più nulla di democratico, ma sarebbe un instrumentum regni, repressivo e liberticida? Non Le pare che di tutto questo ai Veneti sia necessario iniziare a fornir ragione? Il tempo degli slogan di partito è finito, senatrice. E questo vale tanto per la Lega quanto per il Suo partito. Il Veneto ha diritto di scegliere, non di stare “nell’italia che si merita” (come recita il Suo sito), perché quel’Italia non è mai esistita, né mai esisterà. Senza contare che, secondo la Sua visione della Costituzione (a tenore della quale ciò che pensano i Veneti conta nulla) quell’Italia è un carcere duro, nel quale il Veneto sconta la condanna all’ergastolo.

Capisco che il Suo interesse partitico sia combattere la giunta Zaia, ma questo non giustifica eticamente la cortina fumogena che Lei solleva sulla questione. AugurandoLe di aspirare ad una politica di profilo superiore, forgiata di risposte vere e non apparenti, Le porgo i migliori auguri di buon lavoro.

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24 Comments

  1. La Social-democratica Puppato,le battute ridicole è meglio che le faccia sui suoi amici che portavano i giornaletti delle favole gay nelle scuole ..

  2. La senatrice Puppato del PD (Social-democratica) fa battute sugli Indipendentisti ed il Referendum.Sarebbe meglio che le battute le facesse su del suo partito ho sui loro amici del SEL ,che hanno portato le Fiabe GAY nelle scuole,Questa sarebbe una di quelle/i che appena fatto il Nuovo Stato Veneto sarebbe da inbarcare sui Barconi con i suoi amici Extracomunitari e mandata al largo.

  3. Beh, che dire….visto i sindaci inetti e poppanti eletti in molti comuni, la Signora rappresenta bene la categoria.
    Quante casalinghe rubate alle loro faccende domestiche, per improvvisazioni politiche !!!

    • La casalinga è una colonna portante della civiltà. Fare l’imprenditrice casalinga implica intelligenza, impegno, dedizione, RESPONSABILITA’

      Se la signora in questione avesse queste caratteristiche potrebbe aspirare alla professione di casalinga, ma,essendo evidentemente una venditrice di fumo in cambio di stipendio e consenso, può solo fare la politicante.

    • Magari fosse una casalinga… questo personaggio ha sempre fatto l’assicuratrice: non si nota la sua espressione contrita, da una che vive sulle altrui paure?

  4. Non me la sento di augure buon lavoro alla badessa comunista .
    Spero non venga ignorata da almeno una delle tante forme di tumore maligno esistenti !
    Purtroppo non ho , al momento , altro che la speranza .

  5. Votate Indipendenza Veneta e mai più il PD, questi signori capiranno prima o poi. Tanto in Veneto non sono mai stati maggioranza.

      • Da anni ? … pierino non dire stupidate , protocollo 342 aprile 2013 , ricorda che se c’è un progetto di legge per fare un referendum sotto monitoraggio internazionale supportato da comuni e province lo devi ad IV caro “patriota da tastiera”… se si parla di indipendenza in contesti seri non è certo per i pierini di turno .

  6. Caro Fogliata, articolo interessante e riflessivo.
    Non capisco una sola cosa: tutte quelle immeritate maiuscole!
    Con stima.
    Massimo Max Vidori

  7. Contano così tanto le esponenti venete del Pd che Renzi non ne ha presa in considerazione nessuna, a cominciare dalla Moretti e passando per la Puppato. Sveglia, per l’itaglia siete buone solo come servette (quando va bene).

  8. Me despiaxe ke on brao omo come ti, RF el seite co sta storia del referendo;
    no te lo se anca ti ke el Statudo Venedo nol parmete sti Referendo Consoultivi so l’endependensa, parké te sparxi fumere e iluxion so la to xente?

    • cata dove ze che ze scrito che non se pole, e dopo vara un po pi in là che l italia no ze un mostro da solo, la ze na parte del mondo. e essendo un toco de mondo che ze altre robe che pole fare e no pole fare nel mondo.

      con el diritto internazionale SE POLE far sia el referendum che proprio l indipendenza, pa cosa credito che i ga meso in galera 24 pori cristi co l accusa de terorismo? pa meter paura e fermar el tutto. se no se podesse da costitusion o statuti vari non i garia fato ste figure da fasisti!

      • Col dirito enternasional te fe se se move milioni de omani;
        ma drento le istitusion taliane no te fe gnente o mejo te ghè da provar a canviarle … par entanto faso en tenpo a morir mi, te fe en tenpo a morir anca ti e kisà coante altre jenerasion … en vanti ke capite el miracolo.

  9. I collaborazionisti si annidano nei posti piu’ strani…

    Non dico altro perche’ so dove mi trovo e non vorrei mai che la SANTA INQUISIZIONE facesse il suo sporco lavoro.

    Il NEMICO, e’ proprio vero, CE L’ABBIAMO IN CASA.

    Il peggiore, scrivevo molti anni fa, e’ proprio tra noi, in casa nostra..!!

    Preghemo San Marco.

  10. alla puppato del partito ANTIdemocratico i migliori auguri di buon lavoro.
    è ferma sulle stesse idee dell anno scorso dette a reteveneta. questi pseudocomunisti han la testa di marmo, li programmano e non si schiodano piu dalle direttive impartite. è solo tempo perso spiegarle qualcosa e sperar che possa ascoltare, il comprendere un concetto esterno non è proprio contemplato

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