SudTirol libero e 100mila baschi in piazza. Noi? Allo stadio

di ROBERTO BERNARDELLI*

Mentre noi siamo in attesa che la Regione Lombardia si decida ancora a discutere in consiglio se dare il là al referendum consultivo per l’autodeterminazione regionale, non può non colpire la notizia che domenica scorsa a Bilbao siano scese in piazza a manifestare 100mila persone. 100mila indipendentisti che hanno chiesto pubblicamente in una fiumana umana  l’amnistia che consentirebbe ai detenuti dell’Eta di scontare il resto delle loro pene nella regione basca, invece che nelle carceri di altre parti del Paese.

I dati sono diffusi dalla polizia, quindi possiamo dire che la stima sia solo al ribasso.

Allora, noi attendiamo una presa di posizione politica. A Bilbao 100mila alzano la testa. Che dire?

Immaginiamoci una scena di questo tipo a casa nostra. In 100mila a manifestare per dei cittadini considerati patrioti. Neanche dieci manifestanti contammo quando sul Campanile salirono degli uomini a sfidare il sistema. Ma fosse solo quello… A Bilbao il tribunale ha autorizzato persino la manifestazione. A casa nostra, li vedete i prefetti del ministro attuale e dei precedenti ministri governatori autorizzare una imponente presa di posizione per degli uomini considerati dalla legge dei “terroristi”?

Non un commento, ieri, su questo evento straordinario. Forse i politici erano ancora allo stadio.

La straordinarietà dell’evento, il fatto di avere i propri patrioti nelle galere di casa, perché siano vicini al loro popolo, è un fatto che a casa nostra non si spiega. Chi avrebbe tra lombardi, piemontesi o veneti il coraggio di scandire a voce alta come accaduto a Bilbao i nomi dei reclusi? Anche perché reclusi per la lotta di indipendenza non ne abbiamo più. Né i politici che la reclamano hanno mai smaniato per farsi uno sciopero della fame o per farsi incatenare davvero.

Di morti l’Eta ne ha lasciati per strada, in una vera e propria “guerra” di liberazione ma la gente sta con chi spinge per l’indipendenza del popolo basco.

Ma questa non è la sola notizia su cui riflettere. Ci sono anche i risultati del referendum in SudTirolo per l’autodeterminazione. Una consultazione senza i crismi dell’ufficialità dei palazzi ma significativa per l’imponenza della sua portata.

Suedtiroler Freiheit, il movimento popolare secessionista di Eva Klotz e Sven Knoll, ha diffuso i dati del referendum autogestito: il 92,17 % dei votanti (61.189), su un elettorato di circa 400mila altoatesini, ha detto sì alla separazione della provincia di Bolzano dall’Italia. Solo   4.562 i contrari, il 7,46 %.

Altro si muove sul territorio veneto, avanguardia per queste battaglie. Le province di Verona, Treviso, Venezia e Rovigo, e 168 comuni “sono detti favorevoli ad organizzare un referendum per l’indipendenza del Veneto”, spiegava alla  stampa Alberto Montagner, presidente dell’Associazione Culturale trasversale Veneto Nostro – Raixe Venete.  Insomma, il dibattito è maturo, nonostante i tempi della politica e del progetto di legge depositato in Regione Veneto. Il Piemonte è affaccendato in altro, la Lombardia segue le tattiche perché è l’alleato debole di una maggioranza che aveva voluto mandare a casa e senza la quale non avrebbe potuto sognare il Pirellone.

Insomma, vi invidiamo, cari sudtirolesi e baschi. Le uniche notizie sulla macroregione mentre si leggevano le notizie di Bilbao e del referendum sudtirolese, arrivavano dal signor Gianni Pittella, del Pd,  vicepresidente vicario del Parlamento europeo.

Con tanta smania e ansia rilanciava la macroregione adriatico ionica. Ah ecco…   Quattro sono i pilastri della strategia macroregionale, blue economy, infrastrutture, qualita’ ambientale, turismo e attrattivita’, che hanno come rilevanza straordinaria quella di posizionare la nostra regione (le marche, ndr) in uno sviluppo di dimensione europea nel momento in cui si sta facendo la ripartizione dei fondi 2014-2020”.   Fabio Pigliapoco, segretario dell’Iniziativa Adriatico Ionica, ha sottolineato che la Mrai ha “un valore di carattere politico, non solo economico, perché ha l’obiettivo di lavorare alla costruzione alla stabilità della nave europea” nella prospettiva dell’allargamento della Ue ai 4 Paesi non aderenti che fanno parte della Macroregione, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania”. Andiamo proprio bene.

*Presidente Indipendenza Lombarda

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