/

Sud Tirolo: l’autonomia non è sufficiente. Referendum per la libertà

di GIANMARCO LUCCHI

Dopo intensi preparativi, il momento è finalmente arrivato. Stamattina, in una conferenza stampa svoltasi a Bolzano a cura del Sud -Tiroler Freiheit, il partito di Eva Klotz, è stato lanciato il referendum per l’autodeterminazione

Nel corso dei prossimi tre mesi tutta la popolazione sudtirolese avrà la possibilità di esprimersi in un voto libero e democratico sulla questione se il Sud Tirolo debba esercitare il diritto di autodeterminazione e battersi quindi per un futuro libero e indipendente dall’Italia. Già da oggi tutti gli interessati possono collegarsi alla pagina online dedicata all’elezione: www.selbstbestimmung.com

Nelle prossime settimane tutti i 402 467 cittadii aventi diritto al  voto riceveranno una scheda di voto personale direttamente a casa. Questa scheda opzionale, una volta compilata, potrà essere restituita gratuitamente, per posta, o collocata nelle urne dei vari eventi di autodeterminazione che saranno organizzati prossimamente. Tutti gli elettori riceveranno anche un codice attraverso cui potranno votare anche via sms.

Quindi sono quattro le opzioni di voto  disponibili:

1) voto online – www.selbstbestimmung.com;

2) voto per posta;

3) voto attraverso la partecpazione a un eveto ;

4)  voto attraverso Sms.

Attraverso tali diverse opzioni, il voto per il SUD TIROLO LIBERO potrà avvenire in tutte le forme moderne di partecipazione in modo da dare a dare a tutti i cittadini la possibilità di partecipare in modo rapido e facilmente al referendum di autodeterminazione.

Il referendum di autodeterminazione per la LIBERTA’ DEL SUD TIROLO è un iniziativa unica per lo sforzo organizzativo, ma anche per il suo significato politico. Per la prima volta nella storia i cittadini del Sud Tirolo hanno la possibilità di votare, scegliendo se la lore terra debba esercitare o meno il diritto all’autodeterminazione.

Gli sviluppi degli ultimi mesi – sostengono gli organizzatori -, caratterizzati da attacchi permanenti all’autonomia, hanno chiaramente dimostrato che c’è bisogno di una nuove prospettiva. L’autonomia era una soluzione temporanea accettabile, tuttavia, non è idonea a garantire la sopravvivenza linguistica e culturale del Sud Tirolo nello stato straniero rappresentato dall’Italia: “Culturalmente, economicamente e politicamente, i problemi dell’Italia impediscono lo sviluppo positivo del Sud Tirolo e mettono in pericolo il nostro futuro. Non c’è regione, più del Sud Tirolo, che può stare meglio,  senza l’Italia”.

L’autodeterminazione del Sud Tirolo offrirà l’opportunità di perseguire un futuro libero e indipendentedall’Italia Italia. L’autodeterminazione non solo è giuridicamente possibile, ma è anche fattibile  in un’Europa politicamente unita, come testimonia la Scozia che già il prossimo anno voterà sulla sua appartenenza al Regno Unito.  E tuttavia, la richiesta di autodeterminazione deve partire innanzitutto dalla gente interessata: con il referendum di autodeterminazione i cittadini sudtirolesi hanno ora la possibilità di farlo.

“Il referendum autogestito – ci dice Eva Klotz – andrà avanti fino alla fine di novembre. Rappresenta un grandissimo sforzo organizzativo per noi, che possiamo sostenere comunque grazie alla mobilitazione di molti volontari. D’altra parte questo era il momento opportuno, perché qui il 27 ottobre prossimo si voterà per il rinnovo del Consiglio provinciale. Bisognava cominciare e abbiamo ritenuto che fosse giunta l’ora. Come dicono i cinesi, anche una strada di mille miglia inizia con il primo passo e il nostro referendum autogestito è appunto l’inizio”.

Eva Klotz non fa previsioni su quanta gente risponderà alla chiamata ed esclude a priori qualsiasi pasticcio, perché il computo dei voti è stato delegato esclusivamente a una ditta tedesca specializzata che ha assegnato un codice a ciascun cittadino avente diritto al voto per le provinciali, di conseguenza non saranno possibili doppie o triple espressioni di voto.

Adesso la palla è proprio in mano ai cittadini del Sud Tirolo.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Autodeterminazione, un'appassionata difesa di un diritto dei veneti

Articolo successivo

Il problema del Veneto è l'Italia: avanti tutta verso l'indipendenza