Sud, spesa pubblica dimezzata? Bernardelli: Draghi faccia bene i conti del residuo fiscale

di Roberto Bernardelli – Un altro governo con un ministero per il Sud. Un residuo fiscale dimenticato e taciuto di 110-120 miliardi di euro, l’autonomia negata, il reddito di cittadinanza ma si ha ancora il coraggio di affermare che la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si e’ “piu’ che dimezzata” nel corso negli ultimi 10 anni, ma i fondi di Next Generation Ue, se spesi bene, possono contribuire a fermare il divario sempre piu’ ampio tra il nord e il Sud del Paese”.

Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo al convegno “Sud – Progetti per ripartire”, organizzato dalla ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. Secondo il premier, l’occasione per colmare le differenze e’ data dall’arrivo dei fondi del Recovery Fund: il programma Next Generation EU “prevede per l’Italia 191,5 miliardi da spendere entro il 2026 – ricorda Draghi – rafforzare la coesione territoriale in Europa e favorire la transizione digitale ed ecologica sono alcuni tra i suoi obiettivi. Cio’ significa far ripartire il processo di convergenza tra Mezzogiorno e centro-Nord che e’ fermo da decenni. Anzi, dagli inizi degli anni ’70 a oggi e’ grandemente peggiorato. Il prodotto per persona nel Sud e’ passato dal 65% del Centro Nord al 55%”, continua il premier. “Negli ultimi anni, c’e’ stato un forte calo negli investimenti pubblici, che ha colpito il Sud ovviamente insieme al resto del Paese. Tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si e’ infatti piu’ che dimezzata ed e’ passata da 21 a poco piu’ di 10 miliardi”.

Caro premier, io vedo solo due Italie, anzi, tre. Perché anche il Centro si smarca per economia, storia e società, dal Mezzogiorno. I ministeri per il Sud si sprecano, l’Europa ci bacchetta perché il Sud non spende i fondi destinati.

Il saldo previdenziale poi dove è in attivo? E quello per le invalidità? E il diverso costo della vita rapportato alle soglie reali di pivertà? mai che si abbia il coraggio di affrontare con onestà intellettuale il tema.

Vogliamo poi aggiungere i debiti sanitari del Sud ripianati a colpi di manovre?

E vogliamo anche parlare della responsabilità politica di una classe di governo del Sud che dà prova di grandi capacità gestionali?  Questo Draghi non lo dice e cita solo i numeri della vergogna. “Nel 2017, in Italia erano state avviate ma non completate 647 opere pubbliche. In oltre due terzi dei casi, non si era nemmeno arrivati alla meta’. Il 70% di queste opere non completate era localizzato al Sud, per un valore di 2 miliardi”, dice il premier. Ed e’ per questo che “divenire capaci di spendere questi fondi, e di farlo bene, e’ obiettivo primario di questo governo: vogliamo fermare l’allargamento del divario e dirigere questi fondi in particolare verso le donne e i giovani”. Serve inoltre recuperare “fiducia nella legalita’ e nelle istituzioni, siano esse la scuola, la sanita’ o la giustizia. In questa sfida un ruolo cruciale e’ anche vostro, classi dirigenti. Ma un vero rilancio richiede la partecipazione attiva di tutti i cittadini”, conclude Draghi.

Beh, certo. Ma se votano sempre gli stessi… si vede che gli va bene così.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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