Sturgeon: indipendenza scozia cruciale per ripresa post Covid. Bernardelli: lo è anche per il nostro Nord

di Roberto Bernardelli – Oggi mi sento scozzese. Leggo: “L’indipendenza non è una distrazione dal compito della ricostruzione post Covid, è essenziale perché avvenga nel modo giusto”. E’ quanto ha affermato la premier scozzese Nicola Sturgeon difendendo la decisione del suo partito, il Scottish National Party, di proporre un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia se vincerà le elezioni locali il prossimo maggio. Nel primo referendum, nel 2014, il 55% della popolazione si espresse per rimanere nel Regno Unito, ma ora i sondaggi indicano che il sostegno per l’indipendenza sarebbe cresciuto. 

La faccio breve: il mio sogno è che il nostro Nord segua la stessa strada. Certo è che se anche soltanto un referendum consultivo come quello sull’autonomia trova capitani coraggiosi come quelli che governano la Lombardia stiamo freschi. Finchè mandano a Roma le tasse e il residuo fiscale non lo mettono in discussione, possiamo solo sperare che la Scozia riesca quanto prima ad aprire il varco delle libertà dei popoli in Europa.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

 

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2 Comments

  1. Concordo con Bernardelli!!! RIprendiamo al piu presto la battaglia per il Nord, per la Padania!
    Mai come oggi la Padania non è rappresentata!

  2. ….”Il varco della libertà dei popoli” va cercato altrove, attraverso operazioni, tecniche e strategie che tengano conto delle difficoltà locali. Per quanto concerne il nostro caso, meno si parla e/o si scrive di separazione meglio è. Noi dobbiamo insistere sull’autonomia, quella già discussa e concordata (a parole). Un passo alla volta, lentamente (ma non troppo) e con determinazione. Parola, quest’ultima, divenuta di uso comune a tal punto da aver perso il suo significato. Sostituiamola quindi con serietà, parola assai meno comune, sicuramente non oggetto di abuso e quindi, speriamo, di maggiore efficacia. Le parole hanno il loro valore ma con certi personaggi si è più volte rivelato efficace battere i pugni sul tavolo delle trattative, un po’ come faceva Kruscev.

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