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Stranieri last minute, bancomat sanitario

di STEFANIA PIAZZO

“Dal primo agosto 2012 al 10 agosto scorso sono sbarcati sulle nostre coste 24.277 immigrati. E un terzo di loro, cioe’ esattamente 8.932, e’ arrivato in Italia in 40 giorni, dal primo luglio al 10 agosto scorso. E’ uno dei dati forniti dal ministro dell’Interno Angelino Alfano nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto”.

Cioè, quasi tutti adesso. Last minute.

A noi, del tormentone della grazia a Berlusconi poco importa. Anzi, nulla. Nessuno di quelli che stanno di qua e di là, a destra e a sinistra, importa davvero dire qualcosa su questo assedio. D’altra parte, nel momento in cui, come riporta l’agenzia ferragostana, dopo le belle premesse promesse dai ministri italici, arrivare è un diritto, sbarcare un invito a nozze. Sistemarsi più che una necessità, una garanzia già ipotecata.

Rispondesse magari il capo dello Stato a questa emergenza piuttosto che ad altre richieste. Perché siamo in balia del nulla, oltre che degli sbarchi disumani, della tratta di persone.

La politica del nulla è la vera clandestina, d’altra parte. Che al governo ci sia un Caio o un Sempronio, conta che l’ordinaria amministrazione prosegua nello stato di polizia fiscale da un lato, mentre non possiamo circolare con più di 990 euro in tasca, mentre dall’altra in tutta Italia essere clandestini non deve essere un reato. Di irregolari se ne possono tenere in tasca anche più di 990. Né bisogna aprire troppo gli occhi sui soldi che girano a vagonate nelle campagne dove arriva la mano d’opera di rigore in nero. Lì, la Finanza non controlla gli scontrini? Le buste paga? I Carabinieri non vanno a vedere cosa e chi si accampa nelle campagne? Non per essere ossessivi, ma caro ministro Alfy, nella Piana di Gioia Tauro, ad esempio, tutti sapevano.

Ve lo ricordate Rosarno?

Sapevano da anni le istituzioni sanitarie delle condizioni miserevoli in cui versavano migliaia di stranieri clandestini, delle malattie di cui sono portatori (tbc, epatiti, aids), sapevano le autorità locali che la loro presenza era irregolare. Sapevano tutti che lavoravano senza permesso, e in nero. Vivendo in catapecchie e aree dismesse prive di requisiti igienici. Requisiti minimamente umani. Eppure tutto è stato permesso. Sapevano che i costi di questa situazione erano altissimi e continuavano a chiedere fondi allo stato, al ministero, per garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Un atto dovuto, per legge. L’unico atto dovuto tuttavia rispettato, con richieste intransigenti, mentre nessuna intransigenza per il rispetto della legalità sul lavoro e sul permesso di soggiorno veniva espressa.

«Soprattutto a fronte di un quadro finanziario che vede la Regione Calabria nel libro nero della spesa sanitaria nazionale, obbligata a rientrare al più presto secondo i criteri stabiliti di recente dal “Nuovo patto per la salute”. Deve, la Calabria, indicare il proprio piano di rientro senza se e senza ma», afferma un ex esponente dell’ultimo governo Berlusconi.

E aggiunge: “Ha avuto un disavanzo di circa 2 miliardi di euro! Vale a dire, rendiamoci conto, 200 milioni l’anno. Tutto è frutto di inadempienze gravi e intollerabili, che si sono sviluppate entro un quadro che va dalla marcata presenza di irregolarità e di inefficienza del servizio sanitario regionale nell’erogare le cure sino all’estrema problematicità della gestione della spesa pubblica”.

Cosa esce dai bilanci calabresi?

E sulla vicenda Rosarno? “Le carenze operative e gestionali dell’intera Regione hanno pesato su quella che si può definire una vera e propria bomba a orologeria rappresentata da un Comune relativamente piccolo come quello di Rosarno (15mila abitanti circa), con 1.500 immigrati clandestini impiegati nel lavoro nero in agricoltura in condizioni di estrema precarietà ed emergenza sul piano igienico-sanitario”.

Con quali responsabilità?

“C’erano state ordinanze di sgombero di tre insediamenti già in passato… si sapeva che la popolazione clandestina non era sotto controllo, si è tollerato il lavoro nero in nome della solidarietà verso chi arriva da paesi poveri… Un quadro agghiacciante, che dura da più di un decennio!

La ricerca della legalità è stata latitante. Sono stati chiesti fondi per sopperire all’emergenza e mai si è posto un freno, una soluzione per uscire dall’emergenza .

Eppure, nonostante note e richieste di sopralluoghi, gli stranieri hanno continuato a vivere nell’immondizia, protetti da chi aveva tutto l’interesse a trasferire sulla comunità le spese per la loro cura, mentre altri incassavano il frutto del loro lavoro nero. Uno stato di schiavismo senza pari. Sapevano che migliaia di immigrati si riversavano nella Piana, in condizioni spaventose, e non solo da un punto di vista sociale. Assisterli è un atto dovuto, per legge. L’unico atto dovuto tuttavia rispettato, con richieste intransigenti, mentre nessuna intransigenza per il rispetto della legalità sul lavoro e sul permesso di soggiorno veniva espressa”.

Ma la memoria va anche oltre…

“Mi risultano richieste di sgomberi di almeno tre aree, come quello in località “Rognetta”, sin dal 2002, per condizioni di insalubrità igienica. Il primo intervento dell’Asl risale al 18 marzo 2002. Locali ex “Cartiera”: nel comune di S. Ferdinando sulla provinciale per Rosarno, un’area in condizioni di estrema precarietà igienico-sanitaria occupata da centinaia di extracomunitari, fatto noto al sindaco di S. Ferdinando. Locali ex “Opera Sila”: nella struttura in stato di abbandono e degrado occupata da stranieri, si provvedeva a un sopralluogo ispettivo”.

Quantificare la spesa è possibile?

“La Regione Calabria mi risulta sia stata debitrice solo verso l’asl provinciale di Palmi per prestazioni per un triennio di 198mila euro, più circa 600mila euro per un altro periodo per ricoveri; dalla prefettura di Reggio Calabria dal 2000 al 2007 la cifra risulta di 957mila euro e dal ministero della salute per le prestazioni ambulatoriali per rumeni e bulgari si parla di altri 107mila euro. Se la legge stabilisce che è un obbligo garantire adeguata assistenza umanitaria e sanitaria, bisogna però pensare anche all’impatto sui bilanci e sulla popolazione locale.

L’emergenza va governata e prevenuta, non subita. Se, come mi risulta, c’è preoccupazione sanitaria per la diffusione di malattie come tbc, epatite b e c, malattie sessualmente trasmissibili… per preservare popolazione, datori di lavoro da queste patologie cresciute in fase esponenziale a seguito, mi risulta, dal l’imponente immigrazione clandestina subita, occorre affrontare il problema con disincanto, onestà e senso dello Stato. Migliaia di immigrati si riversano nella Piana, così come in altre zone del Paese in condizioni spaventose, e non solo da un punto di vista sociale ma anche da un punto di vista igienico sanitario sin dal 1999. Sono state spese centinaia di migliaia di euro per la salute, la profilassi delle malattie infettive, la gravidanza, il puerperio e le malattie infantili di una popolazione straniera per lo più irregolare”.

E poi?

“Nella Piana non sia stato neppure possibile fornire adeguata assistenza agli stranieri né avere contezza delle malattie importate che costituiscono un pericolo per la popolazione.

Sono stati attivati ben quattro ambulatori per gli stranieri temporaneamente presenti, con la collaborazione di Medici senza frontiere, sono stati assunti mediatori culturali linguistici…”.

E il costo?

“Solo per i ricoveri di un biennio, ad esempio,  mi risultano 436mila euro.  Un anno addirittura l’assessorato regionale mi risulta non abbia corrisposto le quote delle prestazioni ambulatoriali anche se i fondi sono erogati dal ministero annualmente.  Poi è  cominciato il passaggio di presa in carico del servizio da medici senza frontiere a l l’ex Asl di Palmi con due medici della continuità assistenziale e due mediatrici linguistiche. Senza contare le prestazioni degli ospedali, dei consultori e dei poliambulatori e degli uffici per le vaccinazioni”.

Quante prestazioni?

“Nella Piana in un anno le prestazioni ambulatoriali mi risulta siano sono state 5.838: una spesa pari a

107mila euro, più 207mila euro per i ricoveri. Anche a Reggio si è poi provveduto all’apertura di un altro ambulatorio. Dei circa 1500 stranieri non sono però conteggiati quelli che soggiornano clandestinamente anche con le loro famiglie”.

Con che impatto sanitario?

“Con la necessità, ci risulta, di affrontare giornalmente delle emergenze per preservare la popolazione dalle malattie infettive che sono epidemiche nei paesi sottosviluppati (tbc, aids e sifilide)”, tanto da aver reso necessario il funzionamento dell’ambulatorio di Rosarno per 5-6 giorni la settimana”.

E nel resto d’Italia? Avanti con l’integrazione. Tanto, i ministri non vanno a passare le vacanze nelle campagne o nelle periferie delle metropoli. Avete forse visto un politico risiedere nella Piana o a Quarto Oggiaro, o prendere la metropolitana a Famagosta?

 

 

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4 Comments

  1. questi italioti vanno prendere i clandestini a Malta e sotto costa in Libia “gli vogliono tutti qua” perfino il pontefice è andato a Lampedusa per invitarli a venirne sempre di più peccato che non ne ha invitato nemmeno uno in Vaticano ,ha capito lui ! che sono ingombranti e costosi da mantenere e quindi c’è li scarica tutti a noi, che abbiamo già tanti problemi, abbiamo da mantenere politicanti,burocrati, parassiti di ogni risma ,generali ecc. ci tocca anche questo ma quando la gente si ribella ?????

  2. Gli americani, con molto, molto ritardo, anni fa avevano capito che la società multirazziale presenta un bilancio negativo dal punto di vista sia finanziario che sociale.
    Una percentuale altissima di cittadini USA consuma abitualmente psicofarmaci e antidepressivi, anche a causa del disagio sociale.

    Con le loro finanze disastrate gli USA non avrebbero gradito la concorrenza di una Europa in salute.
    Quindi, hanno imposto la realizzazione dell’Ue (contropartita del Piano Marshall) così ora, attraverso la Commissione Europea (che nessuno ha votato), hanno il controllo di 27 Stati..

    Per aumentare i debiti dell’Ue, il disordine sociale, la perdita di identità e per procurare danni e RISCHI di vario genere (vedi l’ottimo articolo), nulla di meglio che una generosa invasione programmata ed imposta.

    I nostri dipendenti, i nostri mantenuti, cioè i “politici” che dovrebbero governare il Paese nell’interesse del popolo, si sono adeguati alle esigenze del Governo Mondiale..

    Per esempio molti validi infermieri italiani, anni fa, si sono trasferiti nei Paesi del Nord Europa perchè meglio pagati.
    I soldi per aumentare doverosamente i loro compensi qui non c’erano: Ma i soldi si trovano sempre per mantenere mezza nazione che non produce ricchezza e non fornisce servizi e per sostenere le enormi spese che l’invasione comporta.
    Il popolo italiano è incapace di identificare e di affrontare questa strategia distruttiva: accetta anche “Ingresso libero, orario continuato”.
    Per i dementi , il territorio italiano non ha limiti: E’ INFINITO !
    Vedi il libro di Giuli Valli “Il vero volto dell’immigrazione – La grande congiura contro l’Europa” – Editrice Civiltà – Operaie di Maria Immacolata – Brescia – tel. 030.370.00.03.

    Quindi Lorsignori hanno previsto che, distrutto l’ordine sociale, danneggiate l’Economia e la Finanza, sarà il popolo disperato che si rivolgerà a loro chiedendo: “Pensateci voi”.
    E il Nuovo Ordine Mondiale sarà cosa fatta !

    Umiliati,sottomessi e ubbidienti, gli italiani, che lavorano, continueranno a lavorare per Lorsignori, in una società carica di tensioni sociali.

    E’ così che emerge “l’intelligenza” delle popolazioni di una nazione realizzata a tavolino e imposta contro la volontà.delle genti.
    Allora come oggi: siamo sempre “AGLI ORDINI”.

    • No, il fatto che gli americani hanno paura di individuare i colpevoli per trovarsi accusati di “razzismo” (nonostante che le razze apparentemente non esistano), con le serie conseguenze economiche e sociali che questo comporta.

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