Stranieri, la lezione bulgara batte Lega e Pdl

di STEFANIA PIAZZO

Apriti cielo se l’avesse fatto il governo italiano. L’Europa avrebbe processato per direttissima le intenzioni, una crisi di governo avrebbe portato alla caduta del premier, il Vaticano avrebbe dichiarato le ostilità diplomatiche. Insomma, tutto si può fare senza il consenso dei sindacati, dei no global, della sinistra e dei solidaristi purché non accada a casa nostra. La Spagna può alzare i reticolati, Malta può respingere, i sistemi satellitari possono vedere i barconi ma non fermarli, e la Bulgaria può preparare il suo muro e armarlo fino ai denti per arginare il flusso incontrollato di clandestini, specificando che da uno a dieci può andare bene, se si va oltre il paese non ne può prendere. Una volta saturo, saltano gli equilibri sociali, di sicurezza.

Che altro c’è da dire nel leggere le agenzie? Parlano da sole, il commento è inutile. Immaginatevi se l’Italia avesse chiuso i propri confini così come ha deciso il governo di Sofia. Se avesse messo in cantiere subito una recinzione di sicurezza, con 1200 soldati col fucile spianato a presidiare il suolo patrio…

E’ un eccesso di protezione o è senso dello Stato? Di difesa del proprio suolo, dei propri cittadini? Una piccola Svizzera bulgara ci insegna che gli Stati possono essere sovrani e decidere. Se l’Italia non decide, significa che non è sovrana e che i poteri che la governano non rispondono alla cabina elettorale ma ad altri elettori non votanti che decidono chi debba alternarsi a Palazzo Chigi e chi anche all’opposizione. Quali partiti debbano vivere e quali morire, quali apparire e quali svuotarsi per indegna gestione e per sintomatica successione senza leader. Una eutanasia che dagli ’90 dopo Craxi accompagna la sorte di tutti.

Intanto fermiamoci alla cronaca “clandestina” e impariamo la lezione. Perché la verità è che chi governa e ha governato non ha lo stesso coraggio degli ex comunisti, che fanno quel che dicono. La Bulgaria batte la Lega, la Cancellieri, Maroni, Alfano. Sono belle soddisfazioni. “Il ministro dell’Interno bulgaro, Tsvetlin Jovchev, controllera’ l’attuazione delle misure di sicurezza lungo il confine fra Bulgaria e Turchia a causa dell’enorme flusso di rifugiati giunto nel paese balcanico. Jovchev visiterà il comune meridionale di Elhovo, dove è situato un centro di prima accoglienza per i rifugiati e supervisionerà l’applicazione delle misure di controllo più rigorose volte a prevenire l’ingresso di immigrati clandestini. Da una settimana il confine bulgaro-turco è presidiato da oltre 1.200 agenti di polizia. La Bulgaria ha chiuso nella notte fra domenica e lunedì il confine con la Turchia per tentare di arrestare l’ingresso nel paese di immigrati clandestini.

Il governo bulgaro ha iniziato nelle scorse settimane a costruire una recinzione lungo il confine bulgaro-turco, una soluzione che nei giorni scorsi è stata definita “obbligatoria” dal ministro della Difesa bulgaro, Angel Najdenov. “Non siamo felici neanche del fatto che questo compito sia stato assegnato all’esercito bulgaro. Tuttavia queste installazioni servono a ostacolare l’attraversamento illegale delle frontiere e deviano il flusso di immigrati verso i valichi di frontiera”, aveva detto Najdenov.

Il paese ha la capacità di ospitare circa 5 mila rifugiati, ma sono quasi 10 mila i profughi giunti nel paese dall’inizio del 2013. La Bulgaria rappresenta una porta d’ingresso nell’Unione europea per i rifugiati in fuga dalla Siria che, attraverso la Turchia, varcano illegalmente la frontiera per cercare asilo. La recinzione che le autorità bulgare stanno costruendo lungo una sezione del confine bulgaro-turco sarà pronta entro febbraio del prossimo anno”.

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