“Stiamo Serenissimi”, la solidarietà fa centro. L’indipendenza è il faro

di REDAZIONEbernardelli3

Obiettivo raggiunto. L’iniziativa di Indipendenza Lombarda di parlare di indipendenza a più voci, esplorando le vie democratiche per raggiungere la libertà, e di essere vicini nel contempo alle famiglie più in difficoltà dei Serenissimi dell’aprile 2014, ha avuto successo. Dal pranzo organizzato all’Hotel Cavalieri di Milano, sono stati infatti raccolti 2000 euro di fondi che sono stati prontamente consegnati ai veneti e ai lombardi per far fronte ad alcune spese prioritarie, fondi consegnati da Roberto Bernardelli e Giulio Arrighini, presidente e segretario del Movimento, ai diretti interessati.

La giornata, che ha fatto ritrovare insieme almeno un centinaio di amici indipendentisti, è stata l’occasione per ascoltare non solo le testimonianze di chi, come Luigi Faccia o Flavio Contin, sono stati protagonisti di una stagione di aperto conflitto contro lo Stato italiano, ma per capire cosa in Europa si stia muovendo, tra disillusione e sano realismo.

Per quanto la politica continuerà a silenziare i movimenti indipendentisti o le ragioni dell’indipendenza? In questo momento pare che la parola indipendenza non possa più avere fortuna, altre questioni avanzano nel braccio di ferro tra sistema e società. Ma le ragioni dei territori restano. Va costruita però la classe politica, dirigente, che ancora non c’è: formazione, cultura, comunicazione, istruzione. Perché comunque lo Stato è debole, è fragile davanti alle urne, davanti all’identità di cui si ha consapevolezza. Tutti concordi, da Francesco Comencini, vicepresidente di Alleanza libera europea ad Alessandro Gioia e Giuseppe Longhin, di 300 Lombardi, fino ai catalani presenti, Jordi Fornas Prat e Anselm Sonsona, con una digressione sudamericana con Geisi Prado, del movimento per l’autodeterminazione del Sud Brasile. Le azioni simboliche sono la cultura. Non le armi. Sono nella ricostruzione di una coscienza che è sonnambula, addormentata. E se serve, anche la memoria cinematografica può aiutare a prendere atto che ci si difende fronteggiando il nemico con la conoscenza.

Tra un intervento conviviale e l’altro, condito dalla satira del cabarettista bresciano Enrico Zani, si è arrivati ad un altro aspetto non secondario della comunicazione dell’identità.bernardelli

Non a caso è stato proiettato il trailer del film “Il leone di vetro”, presentato nel contesto dell’ultimo festival del cinema di Venezia (tra i produttori Patrizio Miatello). Cosa accadde nei giorni del plebliscito in Veneto nel 1866? Il film ha iniziato ad essere proiettato nelle scuole venete da alcuni mesi. Nuovi strumenti di comunicazione e di riappropriazione dei confini reali della storia si fanno avanti. La battaglia condotta con le parole, con la scrittura, con la politica che genera conoscenza… è di questo che ha paura uno stato fragile.bernardelli6bernardelli4bernardelli5

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2 Comments

  1. Bellissimo evento e molto ben organizzato. Il Movimento per l’autodeterminazione del Sud Brasile “O Sul è o Meu paìs” ringrazia il partito Indipendenza Lombarda per l’ospitalità e il quotidiano L’Indipendenza nuova per l’attenzione dedicata.

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