Stefani: per la campagna elettorale la Lega spende 5 milioni

FONTE ORIGINALE: www.repubblica.it di Rodolfo Sala

MILANO – Cinque milioni di euro per la campagna elettorale della Lega. Questo il budget stanziato dal tesoriere del partito, il parlamentare Stefano Stefani, successore di quel Francesco Belsito finito nei guai per la sua gestione quanto meno allegra dei fondi del movimento, e per questo espulso. Nel suo ufficio al secondo piano del quartier generale di via Bellerio, a Milano, Stefani fornisce senza difficoltà cifre che finora erano rimaste un po’ misteriose. Dei costi della campagna elettorale della Lega, impegnata sul doppio fronte delle regionali lombarde, dov’è candidato Bobo Maroni, e delle politiche, si sapeva poco o nulla. Tanto che in Lombardia è scoppiata una polemica violentissima tra Gabriele Albertini, anche lui aspirante governatore, ma con la casacca di “montiano”. Per l’ex sindaco di Milano la campagna di affissione che ha segnato l’avvio della corsa di Maroni (maxi-manifesti con Bobo a promettere di avere “la Lombardia in testa”) sarebbe costata un milione di euro. L’ex ministro dell’Interno ha smentito, annunciando querele contro Albertini. E il responsabile della lista Maroni, Stefano Candiani, ha fornito una cifra: “Quella campagna è costata 350mila euro, un terzo di quel che dice Albertini; se vi sembra poco, considerate che gli spazi per i mega-manifesti noi li abbiamo prenotati prima di tutti gli altri, e questo ci ha consentito un bel risparmio”.

Adesso è il tesoriere Stefani a rompere il muro del silenzio. E a correggere verso l’alto le previsioni di spesa, e gli stanziamenti, per la campagna elettorale di Maroni. Dunque, in tutto il Carroccio scucirà cinque milioni (contro i 6,5 dichiarati dal Pd). Di questi, oltre tre milioni vengono versati direttamente dagli organi centrali della Lega alle “nazioni”, vale a dire ai responsabili delle diverse regioni. E, ovviamente, a fare la parte del leone è la Lombardia: un milione e seicentomila euro, cifra che comprende anche i costi iniziali della campagna elettorale di Maroni (quelli stimati in 350mila euro). Di qui al 24 febbraio, quindi, ne serviranno parecchi di più. Del resto sulla gara lombarda i leghisti scommettono tutto: o la va o la spacca, o si vince o si muore, e fa niente se per insediare Bobo al trentacinquesimo piano di Palazzo Lombardia bisogna ingoiare il rospo di una nuova alleanza con Berlusconi.

Nel dettaglio e al netto della cifra destinata alla Lombardia, i circa tre milioni da girare alle “nazioni” sono così suddivisi: 840mila euro al Veneto, 354mila al Piemonte, 168mila all’Emilia, 126mila al Friuli, 113mila alla Liguria, 76mila alla Romagna, 68mila alla Toscana, 17mila alla Valle d’Aosta, 14mila all’Umbria.

“Questi – spiega Stefani – sono i soldi che abbiamo stanziato e che spenderemo; con me tesoriere del movimento non scappa neppure un euro, e speriamo pure di recuperare quelli che ci hanno ciulato”. A rubarli non è stata Roma ladrona, come raccontano le storie poco edificanti dei fondi di partito investiti in diamanti o in fondi della Tanzania.

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