STATUTO VENETO BOCCIATO. A VENEZIA PER MANIFESTARE

di GIANCARLO PERINA

Il Consiglio dei Ministri, ieri, ha impugnato il testo dello Statuto della Regione Veneto approvato all’unanimità dall’assemblea regionale l’11 Gennaio scorso, analogo provvedimento è stato preso nei confronti della legge elettorale che il Consiglio veneto ha approvato. L’impugnazione governativa della carta costituzionale veneta è dovuta al comma 4 dell’art.30 che recita “La Regione, d’intesa con il Consiglio delle autonomie locali, adatta i vincoli posti dalla legislazione statale in materia di coordinamento della finanza pubblica alle specifiche esigenze del Veneto”.

L’impugnazione verrà comunicata ufficialmente alla Regione, ma intanto il testo dello statuto veneto finirà al vaglio della Corte Costituzionale. I rilievi governativi sulla legge elettorale riguardano, invece, il sistema previsto per calcolare il numero dei seggi dell’assemblea veneta nella prossima legislatura sulla base della consistenza numerica della popolazione.

Quanto accaduto ha sollevato ovviamente le polemiche e le prese di posizione.

“Siamo pronti a marciare su Roma. Questa impugnazione è una sberla per tutti i veneti, l’ennesima prevaricazione”. Parole di Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale Veneto.

Per il leghista Caner “il popolo veneto, di qualsiasi idea politica, non potrà non tener conto di quanto dei decreti federalisti al Governo Monti interessi solo quello su Roma Capitale”.

Per Luca Zaia, governatore veneto, “Il segnale che arriva da questo provvedimento del Governo pone la questione centrale di come Roma, sempre più ancorata a una brutale logica centralista, continui a disattendere ogni legittima aspirazione dei nostri territori. Roma e continua a trattare il Veneto e il nord come periferia dell’impero”.

Dura la presa di posizione di Veneto Stato: “La risposta di Roma sarà sempre e soltanto no. Chi oggi chiede i voti ai veneti per ottenere l’autonomia o il federalismo mente sapendo di mentire. L’unico obiettivo politico concreto e raggiungibile resta oggi più che mai l’indipendenza del Veneto. Sappiamo, grazie a un sondaggio scientifico commissionato da Veneto Stato e condotto dalla società MPS Marketing, che la maggioranza assoluta degli elettori veneti voterebbero a favore dell’indipendenza del Veneto, con il 53,3% dei voti validi dichiarati. Oggi tutti noi veneti sappiamo che l’attuale classe dirigente della regione Veneto non ha più scusanti né alternative all’indizione di un referendum per l’indipendenza”.

E qualcuno pensa già a portare in piazza un bel po’ di persone: “L’impugnazione dello Statuto della Regione Veneto da parte dello stato italiano è una vera e propria dichiarazione di guerra, alla quale Veneto Stato risponde chiamando in piazza il Popolo veneto. Lo Statuto approvato dal Consiglio Regionale non è certo la soluzione ai problemi del Veneto: tuttavia non può non indignare il fatto che Roma abbia bloccato anche i piccoli spazi di autonomia che il Consiglio aveva cercato di garantire ai cittadini veneti. L’arroganza di Roma sarà la scintilla dalla quale si scatenerà per i veneti la presa di coscienza collettiva dei propri diritti, in quanto comunità storica sfruttata da uno stato coloniale e centralista”.

Veneto Stato, il movimento indipendentista guidato da Antonio Guadagnini, annuncia per la prossima settimana una manifestazione pubblica di protesta davanti alla sede del Consiglio Regionale del Veneto, per ribadire quella che è l’unica via per la salvezza della nostra terra, ovvero la completa indipendenza, da raggiungere attraverso un referendum democratico, sulla strada già intrapresa da altri popoli europei come gli scozzesi, i catalani e i fiamminghi.

E per il 12 febbraio prossimo è annunciata una grande manifestazione a Venezia.

 

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