Così stanno distruggendo il Veneto. A me giovane non resta che emigrare

di LETTERA FIRMATA

Questa lettera l’ho ricevuta ieri sera tardi. Contiene tutta la delusione di un ragazzo veneto per quanto è avvenuto ieri in Consiglio regionale, un giovane che amaramente conclude affermando che per lui, come per molti come lui, non resta che emigrare. Queste parole dovrebbero indurre molti politici a meditare sui loro comportamenti. (glm)

Gentile Direttore,

è la prima volta che le scrivo; sono un ragazzo veneto, di origini venete. Non mi capita spesso di restare così male dopo esiti politici come quello che si è concretizzato nel consiglio regionale veneto di ieri. Un ennesimo rinvio, un ennesimo ostacolo. Non è rabbia, semplicemente delusione, una delusione che questa volta ha lasciato un segno indelebile. E’ incredibile come un territorio e un popolo sfruttati ancor più di uno stato coloniale, non riescano a sollevarsi ed ottenere ciò che ogni stato al mondo ha sempre richiesto ed ottenuto: l’indipendenza. E’ incredibile come un tale obiettivo trovi i suoi stessi oppositori all’interno del Veneto, consiglieri di maggioranza Pdl, consiglieri di opposizione PD, consiglieri che richiedono il rinvio in commissione per salvare la faccia sollevando obiezioni a dir poco menzoniere: mentono sapendo di mentire, e questo fa ancora più male.

E la Lega Nord in vent’anni di politica veneta a cosa ha portato? Quali benefici ha portato al Veneto? Vent’anni di promesse non mantenute; vent’anni di dichiarazioni a difesa del territorio non rispettate; vent’anni nei quali la tassazione ha raggiunto livelli da dittatura africana, quando invece i sindaci del territorio avrebbero potuto opporsi agli aumenti tali da garantire la continuità dei servizi sociali; vent’anni di tasse che hanno disintegrato il tessuto imprenditoriale del Veneto. E’ possibile venire eletti a presidente di regione con più del 60% dei voti dei Veneti e non attuare una vera difesa economica del territorio? I soldi vengono guadagnati qui e le tasse devono rimanere nel territorio dove vengono pagate, cioè qui. Sinceramente che il presidente di regione si prodighi in dichiarazioni riguardanti il problema del popolamento dei cervi in territorio montano o la valorizzazione del tiramisù… non può interessare minimamente a chi gli viene imposto di pagare tasse usuraie per qualsiasi tipo di attività possieda, o per lo meno sono questioni che potrebbero passare in secondo piano. Il presidente che poteva passare alla storia come il fautore di una nuova repubblica veneta, il nuovo doge, ha dilapidato irrimediabilmente il capitale di fiducia datogli dagli elettori al momento del voto.

I consiglieri regionali che ieri hanno dichiarato la loro votazione contraria al referendum, non si rendono conto di cosa stia succedendo al territorio veneto: la rete imprenditoriale presente 5, 10 anni fa non esiste più, è disintegrata; interi distretti sono scomparsi, intere zone industriali sono ferme, gruppi industriali sono emigrati all’estero. Voi, consiglieri, vi ritenete intellettualmente superiori a tal punto da credere di sapere cosa sia meglio per il popolo che vi ha votato?

Un pensiero va all’azione che stanno portando avanti i vari partiti indipendentisti veneti e i movimenti che promuovono l’indizione del referendum consultivo per l’indipendenza: è possibile che per fare tale referendum consultivo vi sia bisogno del permesso della politica? è possibile che per fare tale referendum consultivo vi sia bisogno del voto di qualche consigliere regionale? Possibile che i cittadini non possano costituire un comitato e organizzare tale referendum grazie a gazebo sparsi per il Veneto senza il permesso di qualche mestierante della politica? Guardiamo il Movimento 5 Stelle: le prime raccolte di firme sono state fatte grazie ai MeetUp, semplicemente ad una rete di volontari accomunati da simili ideali e voglia di cambiare. I Veneti non possono fare altrettanto? Abbiamo costruito imperi economici dal niente, abbiamo esportato all’estero menti formidabili che hanno cambiato il mondo, abbiamo una storia millenaria alle spalle: VOLETE FARMI CREDERE CHE I VENETI NON SONO CAPACI DI ORGANIZZARE UNA RACCOLTA FIRME PER UN REFERENDUM CONSULTIVO? DOVE SIETE VENETI?

Vede Direttore, il processo di desertificazione industriale che è in atto non potrà andare avanti ancora per molto, le risorse sono finite ed è solo questione di tempo: quando non vi saranno più tasse da prelevare, quando l’indebitamento delle famiglie non sarà più sostenibile, quando tutti gli imprenditori saranno emigrati all’estero, allora ci ricorderemo di questi giorni… maledicendo la scarsa lungimiranza di poche persone che hanno portato alla distruzione un intero popolo. Dopo questa giornata, ho definitivamente capito come questo paese non mi possa più dare un minimo di opportunità per potermi creare un futuro, una famiglia, quelle opportunità date alle generazioni precedenti: l’unica soluzione rimasta è emigrare.

firmato UN PROSSIMO EMIGRANTE VENETO

 

Caro Guido, la tua è un’amarezza che sconfina nella disperazione, comune a molti. Eppure a me resta ancora un filo di speranza: confido che il governatore Zaia, come ha dichiarato ieri dopo lo sciagurato voto che ha rinviato in Commissione il pdl 342, abbia la forza di riportare in aula al più presto la legge e a quel punto la coscienza della maggioranza dei consiglieri regionali veneti vada nella giusta direzione, quella di consentire ai Veneti di esprimersi una volta per tutti. Adesso tocca al Governatore dimostrare di che pasta è fatto. (marchi)

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