Spirano (Bg): ecco un altro “barbaro sognante” che aumenta l’Imu

di TONTOLO

Il padanissimo romanzo dei “Promessi Sposi”, scritto dal fervente nazionalista Alessandro Manzoni, è probabilmente tra le letture preferite dei leghisti di nuova generazione (e sarebbe già un passo avanti sapere che la lettura fa parte dei loro interessi). Figura di spicco di quella saga è don Abbondio, una specie di “barbaro sognante” ante-litteram. Dell’ipocrita pretone di campagna lombardo, i discepoli di Maroni devono aver imparato a memoria questa frase: “Se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare”!

Dai tempi delle ramazze in quel di Bergamo, l’ex ministro dell’Interno ha minacciato almeno tre volte la disobbedienza fiscale nei confronti dell’IMU, l’ultima occasione è stata il congresso di Assago. Orbene, puntualmente dopo ogni annuncio, qualche amministratore del Carroccio (quelli che il rampante Matteo Salvini chiama in causa ogni due per tre, sbrodandoli) fa l’esatto contrario di quanto promesso dal partito, fors’anche per non creare discontinuità con la vecchia linea politica bossiana, nota per gli annunci clamorosi del capo prima e i “pugni di mosche in mano” poi.

A Spirano, in provincia di Bergamo (terra che abbonda di don Abbondio in camicetta verde, il gioco di parole non è casuale), Giovanni Malanchini non ha mancato il rispetto della regola e ha aumentato sia l’Imu che l’addizionale Irpef, giusto per non far mancare niente ai suoi concittadini. Per il 2012, sulla prima casa il “borgomastro” ha applicato il 4 per mille, mentre sulla seconda casa, sulle attività artigianali e commerciali ha scelto di passare dal 6 per mille della vecchia Ici all’8,4 per mille, vale dire uno 0,8 in più rispetto alla tariffa base imposta dal “federalissimo” Stato italiano (grazie a vent’anni di Lega viviamo in uno Stato federale no?, o mi son perso qualcosa…). Anche l’Irpef comunale, dicevamo, è schizzata in su, passando dallo 0,4 allo 0,6 per mille, con l’esenzione di chi ha redditi inferiori ai 10.000 euro annui (che in terra orobica non sono poi molti). Con coraggio leonino, il primo cittadino un po’ sognante e un po’ barbaro ha subito pensato di rifilare la colpa alla solita “Roma ladrona”, facendo parlare il suo assessore al bilancio: “Abbiamo subito un taglio dei finanziamenti pari a 883mila euro, per questo abbiamo dovuto alzare le tariffe. Inoltre – ha sussurrato – il 3,8 per mille dell’Imu va allo Stato, non rimane al Comune”.

Tutte le opposizioni hanno – come ovvio hanno protestato – ricordando all’amministrazione “tardo-celtica” che solo qualche giorno prima un tale Maroni Roberto aveva invitato a fare la rivolta fiscale contro l’infame gabella sulla casa. Malanchini non ha neppure fiatato. Io che son Tontolo e c’ho solo l’Apecar, mi sono convinto che, probabilmente, il nuovo corso dei lumbard prevede di rimanere fedeli alle parole del vecchio capo Salomone: “Fate quel che vi dico, ma non quello che faccio”. Un grand’uomo, un vero rivoluzionario: “Hasta la family siempre”! Mi manca tanto…

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