Lega e Spending review: “Cigno diventa brutto anatroccolo”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Non temiamo di far salire lo spread se diciamo una incrollabile verità: che con una spending review basata sui tagli agli Enti locali, Monti è andato sul sicuro, mentre saranno tutti da verificare gli effettivi risultati delle misure come la riduzione del 10% dei dirigenti, del 20% del personale pubblico, del taglio delle auto blu, della riduzione del numero di tribunali e dei risparmi derivanti dalla centralizzazione degli acquisti della PA. Insomma, il decreto partito come cigno è regredito a brutto anatroccolo, senza la minima speranza di un’inversione di rotta”.

Così il presidente e il vicepresidente del Gruppo leghista in Consiglio regionale, Federico Caner e Paolo Tosato, commentano l’evoluzione del provvedimento sulla spending review presentato dal Governo. “Il decreto – spiegano i due leghisti – ha evitato l’incremento dell’IVA ad ottobre (+2 punti per le aliquote del 10% e del 21%), posticipandolo a decorrere da luglio 2013. Il costo di questa operazione per la finanza pubblica nazionale è di 3.280 milioni di euro nel 2012, 6.560 milioni nel 2013 e 9.840 milioni a partire dal 2014 (vedi tabella 1 allegato). Chi pagherà questo conto? Ancora una volta le Regioni e gli enti locali”.

“All’esordio – proseguono Caner e Tosato – le intenzioni sembravano anche positive: superare la logica dei tagli lineari, individuare ed estirpare sprechi ed inefficienze dei Ministeri, realizzare risparmi centralizzando gli acquisti di beni e servizi da parte della PA. Invece, nel provvedimento del 5 luglio sono puntualmente finiti gli immancabili tagli a Regioni ed enti locali. Cosa c’entra con la spending review l’ennesima riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio e del Fondo sanitario nazionale? Nulla: è, invece, il modo più sicuro e immediato per recuperare le risorse necessarie al fine di sterilizzare l’incremento dell’IVA (vedi tabella 2 allegato)”.

“Inoltre gli effetti di questa Finanziaria mascherata, perché di questo alla fine si tratta, saranno garantiti quasi esclusivamente dai tagli alle Autonomie locali (vedi tabella 3 allegato): la riduzione alle spese dei Ministeri (1,5 miliardi di euro) avverrà solo a partire dal 2013, così come si dovrà attendere l’anno prossimo per vedere i primi effetti concreti della razionalizzazione delle spese per l’acquisito di beni e servizi della Pubblica Amministrazione (615 milioni). Con un risultato semplice e scontato: l’aumento dell’IVA sarà effettivamente evitato ma per le famiglie non cambierà nulla. A seguito dei nuovi tagli, infatti, le Regioni e gli enti locali saranno verosimilmente costrette ad agire sulle leve tributarie a loro disposizione, anche per evitare di ridurre ulteriormente i servizi pubblici. E questo con buona pace del federalismo”.

Ufficio stampa Lega Nord – Regione Veneto

ALLEGATO: Tagli autonomie locali

 

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