SPECIALE LOMBARDI CERRI / Dubbi da vecchio padano. Salvini e l’unità d’Italia

The League leader Matteo Salvini arrives for a press conference at the foreign press association headquarters, in Rome, Wednesday, March 14, 2018. (ANSA/AP Photo/Alessandra Tarantino) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Più sento parlare Salvini è più mi domando chi sia in realtà, al di là di essere un simpatico chiacchierone.

Su Renzi il problema non me lo pongo perché, oltretutto, è antipatico e arrogante.

Toniamo a Salvini . Mi ricorda Talleyrand, che è considerato tra i maggiori esponenti del camaleontismo. Infatti servì la monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese nelle sue varie fasi, l’impero di Napoleone Bonaparte e poi di nuovo la monarchia, questa volta quella di Luigi XVIII, fratello e successore del primo monarca servito.

Ma Salvini non ha il livello culturale di Talleyrand!

Mi ricorda invece più da vicino Girella.

Girella (emerito)
Di molto merito),
Sbrigliando a tavola
L’umor faceto,
Perde la bussola
E l’alfabeto;

………..

Viva Arlecchini
E burattini
Grossi e piccini:
Viva le maschere
D’ogni paese;
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.

Salvini, per prendere una adeguata rincorsa è partito addirittura da un centro sociale (il Leoncavallo) e, forse comprendendo che in quella posizione non aveva sbocchi di nessun tipo, è passato rapidamente ad adorare Umberto Bossi.

Ossia in quel Movimento in cui anche senza “adorare” Bossi ci si agitava per l’INDIPENDENZA della PADANIA.

Sì parlo di  INDIPENDENZA e non di noccioline !

Anche se avremmo anche accettato, in prima istanza, un’Autonomia tipo Sud Tirolo (meglio che niente).

Salvini, invece si agita per non far naufragare l’Italia della quale ai vecchi leghisti non interessava e non interessa proprio nulla.

Anzi, per noi, l’Italia affondi pure perché così saremo liberi!

E si agita su temi che interessano sì l’intera penisola, quali le tasse, l’immigrazione, lo svincolo dall’Europa, ma sui temi fondamentali come i costi del Sud pagati interamente dal Nord e sulla mostruosa incapacità gestionale dei burocrati romani, incapacità che ha portato all’attuale deficit, ed alla speciale crisi, tace in modo impressionante.

Perché? Va forse alla caccia di voti?

Se la risposta è si  le alternative sono solo due:

– il Sud non vota comunque o vota in modo risibile. Pertanto avrà solo scontentato i padanisti convinti.

– il Sud vota e permette a Salvini di vincere il primo o almeno il secondo premio (secondo come partito appena sotto i voti ottenuti dal vincitore).

In questo caso stia tranquillo Matteo che il Sud verrà a riscuotere il premio, come fa di solito anche quando non gli spetta nulla.

E allora addio sia all’indipendenza sia la Regione a statuto speciale!

Perché il Nord dovrà seguitare a pagare con moneta sonante. L’esempio Grecia è illuminante! Con la sola variante di una lotta Grecia-Europa e non Nord-Sud.

Caro Salvini l’Italia mai come ora è veramente una “ espressione geografica”, espressione alimentata da una Roma ingorda e stupida.

L’Italia non è mai stata occupata da un solo popolo, ma da numerose etnie con modi e livelli di civiltà “ferocemente” diversi.

Per tentare di risolvere questo problema Roma ha per anni percorso la strada del “genocidio” strisciante occupando gran parte dei posti di potere del settore pubblico e attraverso i mezzi di comunicazione comportandosi come se non so solo il Nord, ma anche l’Italia non esistessero.

A cominciare dal punto di vista linguistico dove l’italiano è in crescente fase di abbandono.

E’ proprio vero che gli uomini non vogliono mai imparare dalla storia.

I romani, infatti, si stanno comportando esattamente come negli anni di decadenza dell’impero: scansare il lavoro, vivere sfruttando gli altri popoli, dare importanza crescente agli extracomunitari di oggi, come di allora, aumentare vertiginosamente le tasse.

E allora, Salvini, quale è il tuo progetto?

E non solo alcuni, seppure importanti, obbiettivi, ma un progetto generale relativo al mantenimento o meno dello Stato.

Fatta eccezione per l’obbiettivo “fuori dall’euro” che gli è stato suggerito e che , in questo momento, è solo una enorme cavolata volta a premiare chi punta sulla inflazione e volta a punire i pensionati che sulla inflazione hanno tutto da perdere…

Salvini impari (e lo dica a Borghi) che uscire dall’euro, in questo momento, è sollecitato solo da quelli che hanno fatto entrare nell’area euro, barando spudoratamente al gioco nell’ipotesi, assolutamente infondata, che qualcuno ci pagasse almeno una parte del debito pubblico che non eravam riusciti a sanare neanche con l’inflazione a due cifre.

Senza questa premessa potrai pescare i “pesci giovani”, ma mai le vecchie leve che continueranno ad incrementare la schiera del partito di MAGGIORANZA, ossia dei non votanti.

Ma forse a te basta solo un seggiolino.

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