SPECIALE 1000 giorni senza AUTONOMIA / CALLEGARI (Partito dei Veneti): Regionali ultimo treno per liberarsi dal Faraone

 

di Corrado Callegari –  Non so se abbiamo sognato invano o meno. So che il Federalismo, l’indipendenza, i referendum consultivi sono  l’emblema politico della lotta tra il bene e il male. Tra libertà e oppressione. Tra democrazia e tirannia. Tra cittadinanza e sudditanza. Tra progresso e stagnazione. Tra speranza e rassegnazione. Tra un palazzo di vetro e una reggia tetra. Il Signore degli Anelli, saga di Tolkien, è la metafora vivente dei nostri giorni in cui si è frenati, combattuti, lusingati   dalla quotidiana inerzia del “tanto è lo stesso”, “tanto non cambia”. La prova? 1000 giorni di nulla di fatto sull’autonomia. Reagire o rassegnarsi al Faraone di turno?

E’ la saga del governo del Nord. Immobile, che allude, che finge, che dice e rimangia.

Ma non ci è dato sapere di solito in che tempi il male sia nemico di se stesso, finendo col diventare vittima del proprio disegno di caos del mondo. È l’eterna lotta tra il bene e il male dell’informazione, della natura umana, attratta dal potere dell’anello tutti i giorni, anche nei nostri uffici,  e si brama l’anello per rendersi invisibili ma potenti. Le conferenze stampa di cui siamo impestati in questi mesi sono un esempio limpido.

E’ la saga del governo del Nord. Immobilissimo, mistificatore, che inganna, che adula. Che censura.

Però ogni volta che leggiamo di referendum e iniziative federalistiche… indipendentiste… autonomiste…., al di là del senso tattico o populista, percepiamo anche il senso di un presagio di bene, di rottura di un malefico incantesimo che ha tenuto tra la veglia e il sonno il Nord, in un ciclo storico che viene da lontano, quando le spade dei liberi comuni all’ombra della Pontida monastica, del germoglio della libertà-responsabilità economica, respingevano un impero e i suoi progetti di potere e tassazione.

Come nella saga di Tolkien – ambientata nella dimensione del mistico, del soprannaturale; del mito che trasfigura la realtà; dello specchio che riflette magicamente la natura umana – ebbene, anche questa storia dell’autonomia passerà attraverso una ineluttabile sequenza  di eventi. C’è stata l’Europa cristiana delle libertà comunali, del primo federalismo delle identità, cullato dalla grande inestimabile civiltà medievale.

C’è stata quella del Risorgimento che, alla ricerca di contenuti d’anima, aveva sposato la saga contro il Barbarossa come emblema della lotta di liberazione per l’unità nazionale. C’è stata anni fa la terza puntata della saga, che è stato il ritorno nella Pontida del giuramento di una fratellanza per l’amor di patria contro un imperatore e ora c’è il quarto appuntamento, quello delle elezioni di settembre, dove il Partito dei veneti riunisce sotto una sola bandiera, tutte le anime indipendentiste della nostra terra, chi con aspirazioni autonomiste chi federaliste.

Dopo 1000 giorni di nulla di fatto il vero tesoro non è l’anello, il potere della sopraffazione, dell’arricchimento, dell’asservimento, bensì il potere di liberarsene. Prendetevi il potere, lasciateci l’autonomia!

Perché avvenga occorre votare. E votare il Partito dei veneti.

Che avvenga, come scrive Tolkien, sul limite di un cratere, o in Parlamento, o in una Regione, come scrive la storia politica, poco conta. Purché avvenga. Sarà il Veneto il prossimo vero banco di prova. Solo un intralcio può fermarci: il fuoco amico. L’incapacità di qualcuno di convogliare le energie dove serve. Gli altri fanno gruppo. Dobbiamo farlo anche noi. Io spero che tutti l’abbiano capito. Se il Faraone resta intatto al suo posto gli dovremo costruire un’altra piramide.

Corrado Callegari  Partito dei Veneti-Grande Nord

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