Spagna, indipendentisti di Erc appoggiano bilancio. Verso accordo su referendum? Intanto però Costa è agli arresti

Il partito indipendentista Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc) non ha presentato  emendamenti alla totalità del progetto di bilancio generale dello Stato 2022 approvato dal governo spagnolo. Lo ha affermato il portavoce di Erc al Congresso dei deputati (la camera bassa del Parlamento), Gabriel Rufian. Erc si aggiunge, dunque, al Partito nazionalista basco (Pnv) che ha dato seguito alla stessa decisione.

Come leggere questa mossa politica? Si va verso una stagione di dialogo?

L’accordo raggiunto dal governo spagnolo sul progetto di bilancio con il Partito nazionalista basco (Pnv) e Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc) è un “passo molto importante” per consentire al Paese di avere una “ripresa giusta”. Lo ha affermato il ministro della Presidenza e dei Rapporti con il Parlamento, Felix Bolanos, che ha partecipato all’inaugurazione del 12mo Congresso regionale del Partito socialista operaio spagnolo di Castilla-La Mancia a Toledo.

Secondo Bolanos sono conti pubblici ai quali dovrebbero aderire “tutti coloro che vogliono che la Spagna faccia bene” in quanto prevedono una serie di misure importanti come gli aiuti ai giovani per gli alloggi, l’aumento del salario minimo e delle pensioni, e degli stipendi di tutti i dipendenti pubblici. Il governo, inoltre, ha stabilito “il più grande stanziamento della storia” per le borse di studio in modo che “se hai talento, studi e puoi contribuire al nostro paese”, ha spiegato Bolanos. “Dobbiamo accompagnare la crescita economica che verrà”, ha spiegato il ministro della Presidenza, insistendo sul fatto che a differenza di altre crisi in cui lo Stato sociale e’ stato tagliato, in questa “ne stiamo uscendo rafforzandolo”.

Ma tutto questo accade da pochi giorni dall’arresto, avvenuto il 27 ottobre scorso, dell’ex vicepresidente catalano. La polizia catalana ha infatti arrestato il politico indipendentista Josep Costa, ex vicepresidente del Parlamento regionale della Catalogna:  Costa è indagato per disubbidienza e non si è presentato lo scorso settembre in tribunale per prestare dichiarazioni alla giudice che sta portando avanti le indagini.  Costa, che fa parte di Junts per Catalunya (il partito dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont) e’ accusato di aver permesso che venissero discusse in Parlamento risoluzioni a favore dell’autodeterminazione della Catalogna e di contestazione della monarchia spagnola non autorizzate dalla Corte Costituzionale.

 

 

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