Sotto sequestro il circo Amedeo Orfei, mancano autorizzazioni. L’altro giorno l’aggressione della tigre

E’ stato sottoposto a sequestro dai vigili urbani per carenza di autorizzazioni il circo Amedeo Orfei di stanza da qualche giorno a Surbo dove la settimana scorsa un domatore è stato azzannato e ferito da una tigre durante lo spettacolo.

Si tratta di un sequestro provvisorio d’urgenza disposto nella serata di martedì dalla polizia municipale che ha verificato l’assenza dell’autorizzazione per i pubblici spettacoli che viene rilasciata dall’ufficio Suap del Comune.

I vigili hanno provveduto a mandare gli atti in Procura, al magistrato di turno Alberto Santacatterina che entro 48 ore dovrà valutare se convalidare il sequestro e in che termini.
Il titolare del circo, Lino Orfei, che è indagato per mancanza di titoli autorizzativi per pubblici spettacoli, è stato nominato custode giudiziario. Il sequestro non ha nulla a che fare con il ferimento del domatore, Ivan Orfei, figlio del titolare del circo.

«Ci chiediamo per quanto tempo ancora il Direzione generale dello Spettacolo del Ministero della Cultura continuerà a versare denaro pubblico ai circhi con gli animali», commenta il presidente dell’OipaMassimo Comparotto. «Il Circo Amedeo Orfei ha ricevuto contributi pubblici del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), come attesta questo documento. Oltre a chiedere l’eliminazione dei circhi che utilizzano animali, chiediamo che  il Ministero smetta di finanziare spettacoli che rendono acrobati e clown esseri senzienti dietro i cui esercizi possono nascondersi privazioni, maltrattamenti e sofferenze».

L’Oipa chiede al Ministero di sostenere con denaro pubblico, e dunque proveniente anche dai contribuenti che aborrono tali spettacoli, i soli circhi senza animali in quanto rispettosi del nuovo articolo 9 della Costituzione, che tutela anche gli animali, ed educativi, mostrando i talenti umani e non le penose costrizioni di esseri senzienti costretti dall’uomo a dare spettacolo a forza di pesanti addestramenti e una vita di cattività dietro le sbarre, con spazi a disposizione esigui e perennemente sotto stress.

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