Sorpresa (sic!): Calderoli corre in soccorso di… Berlusconi

di GIANMARCO LUCCHI

Se vi chiedessero a bruciapelo: chi è il dirigente leghista più berlusconiano che berlusconiano non si può? Risposta quasi unanime: l’ex ministro e oggi vicepresidente del Senato Roberto Calderoli.  Nulla di scandaloso, per carità, il politico bergamasco non ha mai nascosto questa sua predilezione, arrivando a insospettire i più maliziosi che abbia lavorato più per Arcore che per via Bellerio.

Vera o forzata che sia questa impressione, volete una conferma? Eccola, immediata. Oggi il presidente della Giunta per le elezioni e l’immunità del Senato, Dario Stefano, ha detto che in caso di elezioni anticipate Berlusconi non sarebbe candidabile, indipendentemente dal pronunciamento dell’aula. Chi si è alzato fra i primi a dissentire? Ma il buon Calderoli, ovviamente: «Mi spiace ma sono in completo disaccordo sia con il presidente Dario Stefano, che sostiene l’impossibilità della candidatura di Silvio Berlusconi a future elezioni politiche, sia con il presidente Nitto Francesco Palma quando afferma che sull’ammissibilità della candidatura di Berlusconi giudicherebbe la Corte d’Appello e, nel caso di ricorso, il Tar. La Legge Severino, come tutte quelle del governo Monti, sono solo leggi manifesto incomplete. Nel vuoto della Legge Severino vale solo l’articolo 66 della Costituzione, che attribuisce a ciascuna Camera il giudizio sui titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità».

Lo statista e il legulei che tutto il mondo ci invidia ha poi proseguito: «Ragion per cui  se dovessimo tornare al voto prima del pronunciamento del Senato, Silvio Berlusconi potrebbe candidarsi sia alla Camera che al Senato della Repubblica. Se invece si dovesse tornare al voto dopo che il Senato abbia dichiarato la sua decadenza, Berlusconi potrà legittimamente candidarsi a deputato e solo la Camera successivamente potrà giudicare sulla sua ammissione, ovvero sulla sua ineleggibilità oincompatibilità. La Legge Severino è quindi un falso problema, visto che comunque Berlusconi può fare sia il candidato che il premier». «Il vero problema sarebbe invece una sua interdizione dai pubblici uffici passata in giudicato dalla Corte d’Appello e da un eventuale ricorso in Cassazione. Per evitare tutti questi problemi non c’è che una soluzione: tornare subito alle urne per ridare la parola al popolo e far decidere ai cittadini chi deve governare il Paese. Il Nord ha già deciso», conclude Calderoli.

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4 Comments

  1. Lui ha deciso.. Il Nord si è rotto invece di questi giochetti inutili.
    In un sistema tutto sommato ancora bipolare l’alleanza di centrodestra è pressochè inevitabile… Il leccaculismo venduto invece fa venire voglia di votare a sinistra.

    • L’alleanza è diventata inevitabile, oltre che indigeribile, perché la Lega ha vieppiù annacquato il proprio programma fino a farlo coincidere con quello della melma pidiellina. In precedenza la Lega vinceva a man basse da sola amministrazioni di ogni ordine e grado.

      • Di ogni ordine e grado no,ma almeno nelle roccaforti dove si vinceva, non si faceva come voleva il pdl.
        E lorsignori macroregioniti scusino se è poco!

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