Crisi dell’euro, ecco la soluzione: creare due confederazioni italiane

di STEFANO GAMBERONI

“Se uno stato membro dell’Unione Moneteria Europea la lasciasse, quale sarebbe il percorso migliore per porre le basi più solide alla crescita ed alla prosperità dei membri restanti?”. A mio parere, la risposta a questa domanda è che ogni Stato che non fosse in grado di controllare il costo del suo debito dovrebbe essere diviso in almeno due parti che riflettano il livello sociale ed economico dei suoi territori.

L’ammontare complessivo dei titoli pubblici quotati sulle Borse dovrebbe essere assegnato ai territori economicamente più solidi che dovrebbero sopportare tutti I costi degli interessi sul debito e garantirne la solvibilità. Questi territori economicamente solidi dovrebbero essere riconosciuti come nuovi Stati indipendenti e sovrani e dovrebbero restare nell’Unione Monetaria Europea. I territori meno sviluluppati economicamente, sollevati dal peso dello schiacciante debito, dovrebbero abbandonare l’Euro ritornando alle loro valute precedenti. Questo Stato otterrebbe di nuovo il controllo della sua politica moneteria e potrebbe utilizzarla per mitigare nel breve termine l’impatto economico associato al processo di divisione.

Le istituzioni interne di ognuno degli Stati indipendenti, il primo che resta nell’euro, il secondo che lascia la valuta comune, saranno riorganizzati. Questo è un processo politico ed amministrativo che avrà luogo in ciascuno dei due nuovi Stati. L’obiettivo sarà di costituire istituzioni leggere e liberali che sono la chiave per uno sviluppo sociale ed economico duraturo. La sostenibilità della soluzione è dimostrata nel documento allegato, con dati ed analisi che si riferiscono al caso italiano, poichè l’ammontare del debito pubblico italiano rappresenta di gran lunga la maggioranza del debito a rischio dei paesi PIIGS.

Una soluzione rapida alla crisi del debito richiede cambiare i confini dello Stato Italiano, ovvero limitare la sovranità italiana ad un territorio più limitato, riorganizzato per formare la Confederazione Italia Mediterranea. Le regioni continentali del paese dovrebbero essere riconosciute nel loro status di Confederazione Alpino Padana indipendente e sovrana, che si accollerà formalmente l’intero stock di debito pubblico italiano, e rimarrà nell’eurozona.

La Confederazione Alpino Padana godrà di un notevole avanzo di bilancio (+7,1% del PIL) generato dalle sue finanze pubbliche che permetterà al nuovo Stato di ridurre il debito pubblico al 60% del Prodotto Interno Lordo in soli 14 anni. La Confederazione Italia Mediterranea, avrà ancora un disavanzo primario di solo il 2,2% e sopporterà una piccola quota di debito pubblico in rapporto al Prodotto Interno Lordo. Il debito sarà di solo il 38% del PIL: partendo da questo livello, il paese avrà 7 anni di tempo per raggiungere il limite del 60% del Debito/Pil. Un periodo sufficiente per mettere ordine nella situazione di finanza pubblica.

LO STUDIO ALLEGATO: La Soluzione rapida e democratica alla crisi dell’euro

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