Solo qui in Italia le banche danno i soldi a chi ha le tasche piene

banche fallite

di DIEGO GELMINI – Buone notizie. Secondo la Banca d’Italia la ricetta per dare slancio alla morente economia italiana è la seguente: ci vogliono le banche! Rieccoci al Medio Evo: le banche fiorentine, eredi della capacità finanziaria dei Cavallieri Templari (decapitati dal papato), spingono i commerci verso la Cina di Marco Polo. Magari! No: le banche dovrebbero prendere i risparmi di molti e investirli in progetti buoni, anzi ottimi, come la Mucca Carolina!

Si chiama merchant bank, e gli inglesi che non sono mica entrati nell’euro lo sanno da un pezzo, le hanno inventate loro! Invece le nostre banche che di Marco Polo si sono dimenticate da un pezzo, servono solo a
pagare se stesse, le proprie inefficienze, le proprie incapacità di competere in un mercato adulto; così protette trovano sempre i soldi per pagare i gli azionisti (i soliti noti), in un Paese che da sempre le ha viste protagoniste del proprio apogeo e e del nulla, o del disastro, da Sindona alla Cirio. Ciampi sembra che da piccolo abbia fatto il banchiere, così è per Fazio che non è ancora cresciuto, così è per Prodi che della
finanza (ossia quella cosa che fanno le banche) ha fatto la sua arma vincente fin dai tempi dell’Iri. È ovvio che adorano le banche, le adorerei anch’io!

Qualcuno però vorrebbe raccontare pacatamente ai signori del vapore che per fare soldi ci vogliono idee buone e imprenditori capaci? Avete mai visto una banca sovvenzionare un imprenditore sveglio che ha da vendere una buona idea? Mai! Essi hanno un imperativo genetico: dare i soldi solo a chi i soldi li ha già, di solito a imprenditori di terza generazione, amici degli amici, che piuttosto di produrre un’idea buona o un prodotto qualsiasi si fanno sparare e che di solito vivono amministrando i condomìni comprati dal papà e dal nonno, si chiama imprenditoria familiare: i soldi così sono investiti in un mattone sicuro, da rivendere o affittare ai dipendenti delle aziende sane gestite da un imprenditore vero che i soldi ha dovuto trovarseli da solo.

E quando nel nostro Paese arrivano le banche straniere a comprare i nostri Istituti di Credito i soliti noti schiamazzano perché gli portano via il tesoretto, il “loro” tesoretto! Ma i soldi servono anche e in special modo a fare politica: ecco il “busillis”: Berlusconi i soldi li ha fatti in proprio (e infatti nel dubbio è diventato anche banchiere), Prodi per camminare ha bisogno delle banche italiane, come Montezemolo
(caso strano!), e guai se per caso le nostre banche finiscono in mani straniere, potrebbero dare soldi a chi li fa lavorare davvero. Salvo poi fare viaggiare le nostre Ferrari della scuderia Malboro (ma non era vietato fumare?) su camion targati Gran Bretagna, non Modena, alla faccia della tecnologia italiana, ma questa è
un’altra storia. Ricordate?
Pinocchio diede i soldi al gatto e alla volpe, suo padre li aveva guadagnati vendendosi la giacca, e al povero burattino rimasto in bolletta rimase solo una carriera: fare il buffone nel carro di mangiafuoco. Preparatevi buffoni, la parte dei burattini ci aspetta. Chi sarà mangiafuoco?

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