Smart working ma solo fino a marzo 2023 per i fragili. Poi da aprile per decreto guariscono?

di Monica Rizzi – Una delle poche cose utili rimaste dopo la pandemia è lo smart working. Abbiamo cambiato approccio, dimensione e stile di lavoro. Pur restando fondamentale il rapporto diretto, la relazione nel lavoro di squadra, l’introduzione di uno stile di lavoro diverso ha ampliato gli orizzonti, portando anche aspetti positivi specialmente per le famiglie e i loro tempi di vita.

Tornare indietro non è possibile. Gestire al meglio il fenomeno sì. Però continua a non essermi chiaro perché con la manovra 2023 riduca e di tanto questo diritto al marzo 2023. Poi, non si sa. Non si sa che cosa accadrà ai lavoratori per i quali lo smart working resta una finestra aperta per sostenere i familiari fragili. Poi basta. Da aprile i familiari fragili guariscono, si alzano e camminano. In più l’emendamento sotto osservazione presentato alla Camera da un genio della politica  “non cita i genitori di figli under 14. Un’occasione persa”. Così Riccarda Zezza, fondatrice di Lifeed, società di education technology che consente alle persone di trasferire tutti i propri talenti tra i propri diversi ruoli attraverso il self-coaching online. ”L’estensione del diritto al lavoro agile per genitori di figli under 14 sarebbe stata un’azione di governo apprezzabile, che poteva rompere uno schema precostituito. Abbiamo bisogno di una spinta al cambiamento, parlare al mercato del lavoro che è cambiato e sta ancora cambiando a velocità mai viste prima ma a cui il ‘sistema lavoro’ sta reagendo con molta resistenza e lentezza”, dice Zezza ad Adnkronos.

 

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