Sit in Grande Nord e Forza Italia a Gorgonzola. Olivieri (GN): chiarezza su futuro dei nidi per l’infanzia

Grande Nord con Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono ritrovati l’altra sera all’esterno della sede consigliare di Gorgonzola per esprimere la loro solidarietà ad un comitato di genitori preoccupati dell’incertezza che regna attorno ai servizi educativi per l’infanzia sia comunali sia privati.

“Si lamentano che i protocolli tardano ad arrivare, ma mentre le amministrazioni limitrofe si sono già mobilitate nelle settimane scorse per indire il bando d’accesso ai servizi educativi 0-3 anni, qui a Gorgonzola ci si è svegliati il 17 luglio, poche ore dopo aver indetto il sit in di sensibilizzazione”. Così ha esordito Giuseppe Olivieri, esponente di Grande Nord, per poi proseguire: “Un anno fa avevo chiesto, in qualità di consigliere comunale, che i cittadini di Gorgonzola fossero informati sul concetto e sull’entità del residuo fiscale”.

54 infatti sono i miliardi di Euro che i lombardi lasciano ogni anno al governo centrale, senza fare più ritorno. 5.400 Euro pro capite. “Pensate a cosa i cittadini potrebbero fare con i loro soldi indebitamente sottratti. Pensate quanti servizi le amministrazioni locali potrebbero garantire se il residuo fiscale rimanesse sul territorio, senza essere sprecato a Roma attraverso logiche clientelari. Nonostante questo, la maggioranza del consiglio comunale di Gorgonzola aveva deciso che i cittadini non dovessero essere informati. Ora però la giunta Stucchi-Scaccabarozzi si lamenta pure del fatto che manca disponibilità economica per supportare i servizi educativi essenziali erogati anche da enti privati a supporto di quelli comunali. Non ci fidiamo più di chi attende invano sempre che l’iniziativa parta dalle istituzioni centrali, senza alcuno spirito di protagonismo e di iniziativa rivolta alle reali esigenze della popolazione”.

In questo caso si tratta di genitori preoccupati di non riuscire ad inserire per tempo i propri figli agli asili nido del territorio e che quindi sono impossibilitati a programmare il loro ritorno alle rispettive attività professionali. Se Roma e la Regione sono immobili ed incuranti delle preoccupazioni di genitori e gestori dei servizi educativi per l’infanzia, l’amministrazione di Gorgonzola non sembra sopperire a tale mancanza.

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