Siria, cessate il fuoco e liberate gli osservatori

di REDAZIONE

Otto mezzi dell’Onu sono entrati nel villaggio siriano di Jamla – a sud-ovest di Damasco – dove i ribelli locali trattengono i 21 caschi blu filippini, ma il convoglio si e’ ritirato a causa del bombardamento della zona da parte delle forze del regime. Lo riferisce il sito del quotidiano libanese an Nahar, che cita gli stessi ribelli di Jamla.

Ma i ribelli siriani del Golan si dicono pronti a riconsegnare i caschi blu e affermano che non c’é bisogno di alcun negoziato con le Nazioni Unite perché sono “in diretto e costante contatto con le forze internazionali”. Lo ha detto all’ANSA Abu Issam Tasyil, portavoce della brigata “Martiri di Yarmuk”, contattato via Skype. Intanto il Consiglio di sicurezza dell’Onu spera in un cessate il fuoco che permetta di liberare i 21 osservatori rapiti sulle alture del Golan. Lo si apprende al Palazzo di Vetro. E il governo siriano è impegnato per la liberazione dei 21 osservatori Onu detenuti sulle alture del Golan e per porre fine a questo atto irresponsabile posto in essere dalle forze ribelli”: lo ha detto l’ambasciatore di Damasco al Palazzo di Vetro, Bashar Jafaari.

Il diplomatico ha ricordato come sia la prima volta che un’azione del genere avviene dal 1974, da quando la missione Undof si trova sul territorio dopo la fine della guerra tra Siria ed Israele.

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