Sinistra e indipendenza 2/ Il rettore di Glasgow a lindipendenzanuova: il nazionalismo non vi renderà liberi

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di LUCA POLO – Ci sono oggi tutti i segnali che l’idea della nuova Europa comincia a fare breccia trasversalmente in tutta la società veneta, finalmente anche a sinistra. Allora ho scritto ad alcuni amici del network internazionale ICEC perché rispondessero e facessero a loro volta rispondere ad altri amici ad una semplice domanda “perché chi è di sinistra dovrebbe essere indipendentista?”. Torno al mio posto e lascio parlare persone autorevoli, sperando che aiutino gli amici veneti di sinistra a capire e “sentire” che è ora di essere davvero dei rivoluzionari, che è ora di essere la cazzuta sinistra indipendentista veneta di cui io, non so voi, sento un gran bisogno.

Aamer Anwar, Rettore dell’Università di GlasgowAnwar

“Non ho mai visto un conflitto tra internazionalismo e autodeterminazione: non tutti i nazionalismi sono reazionari e quelli che lo sono di solito derivano da una negazione dell’autodeterminazione o dalla costruzione di un impero in cui il Regno Unito è stato così grande. Ho sostenuto l’indipendenza scozzese perché ho visto in essa un passo in avanti per un futuro alternativo del quale beneficeranno i poveri e i vulnerabili. Io non voglio più far parte di uno stato britannico nazionalista che solo prospera sulla miseria della guerra e dell’austerità. Quelli di sinistra che si oppongono alle richieste di indipendenza si ritrovano di solito in compagnia dell’estrema destra e dei fanatici nazionalisti. Come può qualunque cosiddetto socialista o di sinistra negare a qualunque persona il proprio diritto all’autodeterminazione? Volete far tornare indietro l’orologio e non dare ai popoli dell’Africa e dell’Asia il diritto alla nazione, sicuramente se si crede nell’internazionalismo allora è veramente quello il posto dove cominciare? “

 

 Xavier Martínez, economista con dottorato in diritto tributario. E’ membro della “Piattaforma per l’equità fiscale”. Volto noto ai media catalani, artista. Definisce sé stesso come “Indipendentista  di sinistra”:

xaviermartinez

“La sinistra può essere solo indipendentista, perché è l’unico modo per realizzare un cambiamento sociale reale. Inoltre, l’indipendenza rivendica valori democratici e mette le decisioni del futuro del nostro paese nelle mani del popolo”.

Gerard Horta, catalano, scrittore, antropologo, docente universitario e attivista politico catalano. Ha pubblicato diversi libri di antropologia, in particolare il premiato “Dal misticismo alle barricate”. E’ militante di CUP – Candidatura di Unità Popolare (movimento politico dell’estrema sinistra catalana) e coordinatore del sindacato dei lavoratori (COS):gerardhorta

“Se la sinistra di un popolo oppresso non è indipendentista, non è sinistra”

Arnaldo Otegi (secondo da destra insieme ai fiamminghi Bart De Valck, presidente VVB, e Karel Sterckx, entrambi attivisti VVB ed ICEC Fiandre) noto leader carismatico marxista della sinistra basca e che ha scontato sei anni nelle carceri spagnole perché accusato di far parte di ETA:Otegi

“L’indipendenza non può essere solo l’identità, ma ai cittadini si dovrebbe anche offrire un progetto sociale per vivere meglio. Perché mai gli abitanti di Gibilterra vogliono rimanere britannici, anche se parlano con un accento andaluso? Perché vogliono vivere meglio. Abbiamo bisogno di un nostro stato, una repubblica non per avere un maggior consumismo, ma per avere una vita dignitosa e garantita dei diritti sociali minimi”

Txutxi Ariznabarreta, leader del movimento civico Independentistak (secondo da destra insieme a Bernard Daelemans portavoce ICEC Fiandre e Josu Albero portavoce ICEC Paesi Baschi):Txutxi

Da un lato, vi sono motivi legati ai sentimenti. Siamo una nazione e una nazione necessariamente deve raggiungere l’indipendenza perché la nostra lingua possa andare avanti, per lo sviluppo, per essere riconosciuti e rispettati. Questa crisi ci ha dimostrato che non possiamo andare da nessuna parte senza uno stato proprio. Spagna e Francia ci porteranno al disastro. La storia ci dice che è il momento di invertire la situazione, ed è il momento di andare avanti lungo il sentiero della libertà.”

Shona McAlpine, portavoce ICEC Scozia e nota attivista di sinistra dei movimenti sociali Women for Independence e Scottish Independence Convention:shona

“Le civilizzazioni non avrebbero mai potuto svilupparsi senza i gruppi sociali radicati nell’identità locale. Così l’identità tribale/nazionale è il midollo dello sviluppo umano. Può essere usato per buoni propositi – per promuovere la solidarietà sociale, equità ed un genuino inter-nazionalismo.  Oppure può essere usato per discriminare altri e per promuovere elites. Se la Sinistra non la utilizza per il bene, allora la Destra la userà per il male.”

Victoria Heaney, nota attivista scozzese di sinistra di Women for Independence e Radical Independence Campaign:victoria

“L’indipendenza della Scozia riguarda il dare forma ad un’identità culturale, che è libera dalla retorica razzista e dalle politiche xenofobe.  I valori del movimento indipendentista non riguardano da dove la gente sia arrivata e abbraccia la diversità, che è più ricca di qualsiasi forma di economia. Nell’attuale clima politico dobbiamo prendere le distanze da quelli che vogliono dividerci basandoci sul principio della paura.”

Robin McAlpine, direttore di Commonweal:mcalpine3

 “La democrazia territoriale – la convinzione che chiunque sia venuto a vivere in un determinato posto abbia il diritto di decidere come tale luogo debba essere gestito o governato – è più o meno universalmente riconosciuto nel mondo sviluppato, quindi perché un dibattito su quale sia la dimensione più appropriata del territorio non dovrebbe esistere nelle tradizioni delle migliori, inclusive, liberali democrazie occidentali?”

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