SINDACI PER IL FEDERALISMO A VENEZIA. BUTTATE LA FASCIA NEL CANAL

di GIANLUCA MARCHI

Il presidente dell’Anci Graziano Delrio cerca di scaldare i motori in vista di domani, quando a Venezia andrà in scena la grande kermesse dei sindaci (sempre che non venga rinviata per via del terremoto, ma poco cambia rispetto a un successivo appuntamento) che, con tanto di fascia tricolore, torneranno ad accendere i riflettori su Imu e Patto di stabilità. «Saremo in tantissimi a Venezia, in gran numero arriveranno anche dai comuni più piccoli, e sarà una manifestazione bipartisan per chiedere al governo risposte efficaci su autonomia municipale e federalismo fiscale e demaniale», ha spiegato Delrio.

Il leader dei sindaci auspica che la manifestazione di Venezia possa rappresentare un passepartout per convincere il governo Monti ad avviare un processo di devoluzione dell’Imu e di superamento della logica dei trasferimenti. «Solo così – avverte il presidente dell’Anci – potremmo avere nel nostro Paese una seria autonomia fiscale e varare un municipalismo vero, magari con il lancio di un fondo immobiliare con tanto di ‘white list’, fondamentale per la realizzazione del federalismo demaniale, su cui in verità abbiamo già fatto più di un passo avanti nel corso dell’ultimo confronto con il premier Monti a Palazzo Chigi».

«Un vero federalismo può cambiare la storia dei Municipi italiani – dice ancora Delrio – e ciò sarebbe un passaggio decisivo dai tempi di don Sturzo, visto che ormai di questi temi si parla da circa cent’anni senza aver fatto mai nulla di concreto». In più aggiunge, «mi piace ricordare che la manifestazione dei Sindaci si tiene pressochè alla vigilia dell’approvazione da parte del Parlamento della Carta delle Autonomie, che ci sta molto a cuore. Se il governo decidesse di risolvere i problemi dell’autonomia municipale, la sospensione dei trasferimenti e il varo del federalismo demaniale, allora potremmo dire – spiega il presidente dell’Anci – che la legge 42 sul federalismo l’avremmo in realtà fatta noi».

 A Palazzo Chigi l’Anci aveva chiesto di far diventare interamente municipale l’Imu dopo il pagamento di giugno della prima rata, ma, dopo il no del governo, si starebbe valutando a livello temporale la scadenza di gennaio 2013. Per i primi di giugno è fissato un nuovo incontro con il governo con un primo pacchetto di risposte. Sul Patto di Stabilità, su cui i Comuni chiedono uno scorporo degli investimenti, una prima risposta dovrebbe arrivare entro il 10 giugno.

Vedete, cari lettori, fin qui abbiamo riportato l’annuncio di una manifestazione di carattere politico nello stile della classica informazione italica, asettica ma poi mica tanto visto che sembra attribuire alla kermesse di domani chissà quale potere salvifico, potere assegnato soprattutto a provvedimenti  e a sviluppi che questo governo dei tecnici non dimostra alcuna intenzione di far procedere. Qui sta andando a rotoli l’intero Paese e i sindaci dell’Anci, o meglio il loro presidente, pacato esponente dl Pd emiliano, ancora ci viene a strologare di federalismo demaniale. E soprattutto ci raffigura la categoria dei sindaci come sempre prona nei confronti dello Stato centralista, al quale bisogna andare a chiedere con il cappello in mano. Con la fortissima probabilità di tornare a casa con le pive nel sacco, se non di peggio.

D’altra parte cosa ci si può attendere di diverso da un esponente del Pd, cioè uno dei partiti pilastro del governo Monti? La speranza dovrebbe invece essere riposta nei sindaci con le palle disposti a confrontarsi brutalmente con lo Stato e il governo, a tutela delle rispettive popolazioni, perché è solo da queste che traggono la loro forza e dovrebbero ricordarselo soprattutto ora. Altro che sfilare con la fascia tricolore, buttarla nel canal dovrebbero (metaforicamente parlando) o quantomeno ripiegarla, e da lì cominciare una vera battaglia.

 

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11 Comments

  1. ma il federaglismo demaniale non lo aveva già fatto l’allega d’abbozzi ?
    ke i buti la fassa tel kanal. se no i la buta via no ghe kredo.

  2. Lei, Direttore Marchi, tra le righe lo sta dicendo. Lo Stato Italiano oramai e’ in default. Unica salvezza una presa d’atto e di coraggio dei Sindaci del Nord. Io spero….Ovvio che finite le speranze, ognuno si muovera’ con azioni che non saranno piu’ controllabili da chicchessia…

  3. Se i sindaci vogliono veramente opporsi all’IMU e permettere ai cittadini di pagare una miseria e non mollare nulla allo stato centralista di Monti, devono solo fare una cosa molto semplice:
    ogni municipio DELIBERA la SVALUTAZIONE DELLE RENDITE CATASTALI (iL catasto non è forse di competenza comunale?). Una delibera semplice che dice più o meno: le rendite catastali del comune xyx sono svalutate divise per 100.
    Ovvero la base imponibile IMU si riduce del 100%. Chi secondo i calcoli di Monti dovrà pagare per esempio 1000 eur di IMU, dopo questa delibera applicando la legge (statale e comunale) si trova a pagare 10 €.
    Se non si possono aggirare versamenti ed aliquote, i municipi possono legalmente decidere di abbassare la base imponibile.
    L’oggetto dell’imposizione sono gli immobili ed i terreni, ma il valore di calcolo è un numerino statistico (la rendita catastale) che i comuni sono liberi di modificare secondo scelta politica.
    Così i sindaci sarebbero veramente dalla parte dei cittadini e contro lo stato sanguisuga.

  4. Ma che presa per il culo sto Delrio ospite fisso dei falsi federalisti di Rai parlamento! Adesso poi ha la ex portavoce di bossi come portavoce in Rai che lo intervista sempre! Ma che caz… Vogliono sti comunisti-catto-leghisti ovvero il nuovo mostro statalista? Ma chiediamola sta Anci e pure l Upi che son carrozzoni magnasoldi!!!!!! Basta chiacchiere e ruberie!

  5. Ma cosa state dicendo? Tosi è un superunionista italiano, ed interpreta magistralmente quella che è nei fatti la Lega Nord un partito italiano di destra pitturato di verde.

    Non parliamo poi del “nuovo” ossia Maroni, idolo dei leghisti ed ex capo della polizia dello stato occupante italiano.

  6. Sono d’accordo: la fascia tricolore non è mia quindi come quelle di tuttti gli altri stati la rispetto, però voglio che si rispetti la mia, cioè quella col gonfalone di S.Marco. Solo così andremo d’accordo, è chiaro?

  7. No, il tricolore non si butta, si rispettano le bandiere degli avversari come succede in guerra.
    Semplicemente le fasce tricolori i veri indipendentisti non le indossano!
    Attendo con Sfiducia che il sindaco di Verona TOSI non la indossi più.

    • Giusto, rispettiamo la bandiera degli avversari ricordando sempre che, anzichè simbolo di libertà, gronda del sangue di milioni di cittadini degli stati sovrani preunitari che non accettarono l’imposizione violenta di una nuova patria in sostituzione di quelle che avevano già.
      Se il sindaco Tosi trovasse il tempo per studiare e documentarsi , in un percorso individuale di acquisizione di conoscenze, probabilmente, lascerebbe la fascia in un cassetto anche per rispetto verso i militanti del suo partito che gridano a squarciagola: “secessione”.

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