SINDACI DEL NORD, MA DOVE CAZZO SIETE?

di GIANLUCA MARCHI

“Siamo veramente all’assurdo e ancora più stupefacente è il silenzio che copre l’attuazione di questa vergognosa operazione. Pochi si sono accorti infatti che nel cosiddetto decreto sulle liberalizzazioni è contenuta una norma che metterà la parola fine all’indipendenza fiscale dei Comuni e li priverà di tutti i loro soldi. L’articolo 35, ai commi 8 e 9, impone agli enti locali di versare i soldi depositati nelle tesorerie comunali, esclusi quelli derivanti da mutui e prestiti, presso la tesoreria statale. In pratica il Governo ha nascosto nelle “liberalizzazioni” una misura che consentirà allo Stato di prendersi tutti i quattrini derivanti dai tributi propri comunali, mettendo così in atto la più centralista e sfacciata delle manovre, analogamente a quanto si sta facendo anche con l’Imu che è stata completamente snaturata della sua funzione originale. A questo punto vorrei proprio capire come mai i partiti che prima si indignavano per i tagli agli enti locali, ora non dicono nulla. Dove sono finiti tutti i chiacchieroni che si dichiaravano federalisti? Questi signori adesso stanno zitti, rendendosi di fatto complici di un vero e proprio ladrocinio, degno dell’Unione Sovietica di Stalin. Per quanto mi riguarda è mia intenzione presentare nei prossimi giorni una mozione in Consiglio Regionale per chiedere che Regione Lombardia prenda una posizione forte e netta contro un provvedimento arrogante che mira ad uccidere l’autonomia fiscale e a mettere in ginocchio tutti i Comuni lombardi e padani.”

Questo è la dichiarazione rilasciata ieri alla stampa dal presidente della Commissione Bilancio della Regione Lombardia, Fabrizio Cecchetti, della Lega Nord, uno dei pochi amministratori locali che finora s’è indignato per la vergognosa manovra messa in atto dal governo Monti e e che su questo giornale abbiamo denunciato quattro giorni fa. Se si esclude il prontissimo intervento del sindaco di Morazzone (Varese), l’ottimo Matteo Bianchi, pure lui leghista, il primo ad accorgersi della misura capestro, e una mozione indirizzata al sindaco di Roncadelle (Bs) dal consigliere comunale Giulio Mattu di pro Lombardia Indipendente, per il resto si ode solo un fragoroso silenzio.

Possibile che nessuno fiati? Possibile che i sindaci dei Comuni virtuosi, in gran parte al Nord, ai quali il patto di stabilità aveva già bloccato l’utilizzo dei loro soldi depositati nelle tesorerie comunali, non abbiano nulla da ridire adesso che il governo, in due tranche, pretende che tutti quei quattrini vengano dirottati nella tesoreria statale in nome di una presunta “unità economica e finanziaria dello Stato”? Se noi fossimo i cittadini di tutti i Comuni virtuosi che si vedono scippare i loro soldi, senza sapere se e quando torneranno indietro, costringeremmo i sindaci e i consigli comunali a una rivolta civile. E se qualcuno di loro si rifiutasse, lo rincorreremmo con i forconi e lo prenderemmo a pedate nel didietro.

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