Siamo punto e a capo: lo spread a 500 punti e noi spremuti come limoni

di REDAZIONE

Siamo punto e a capo, anzi peggio: spremuti come limoni. Lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi e’ arrivato a 504 punti mentre il differenziale dei bonos spagnoli e’ volato a 601 punti, nuovo record storico. Piazza Affari in picchiata sui timori di un contagio con il Ftse Mib che ha perso il 4,38%.

Tra le cause dell’aumento dello spread c’è anche “l’incertezza politica sulla continuazione e il rafforzamento delle riforme strutturali” nel momento in cui si avvicinano le elezioni italiane. Lo ha detto il premier Mario Monti. Il premier ha citato tra i responsabili dei tassi di interesse elevati la mancata definizione, ancora, dei “meccanismi operativi” dello scudo anti-spread, ma anche “l’incertezza del quadro politico”. Tanto più che “si avvicina il termine di un’esperienza che è nota e invece il futuro è ignoto”: ovvero il gioverno deitecnici a marzo finirà, lo scenario post-elezioni è tutto da definire. Una lettura confermata dal giudizio di Fitch, una delle tre principali agenzie di rating, ampiamente citato dal premier: “Vorrei anche rilevare la positività di quanto ieri annunciato da Fitch, che ha in particolare confermato il rating a lungotermine ad A- con outlook negativo e ha parlato di ‘recenti riforme del mercato del lavoro’ e di misure prese che ‘rendono l’economia italiana più flessibile’, oltre alla riforma delle pensioni che ‘ha ulteriormente rafforzato la sostenibilità’ nel medio-lungo termine”. Tuttavia per Fitch “l’incertezza politica sulla continuazione e il rafforzamento delle riforme strutturali è il fattore principale di questo punto di sospensione, l’outlook negativo”.

C’è poi il ‘contagio’ delle crisi di altri Paesi europei, ultima la Spagna. A chi gli chiedeva se ci fosse un rischio contagio dalal crisi spagnola, Monti ha risposto: “Il contagio è in corso e non da oggi. E’ difficile dire quanto venga dalla Grecia, quanto dall’Irlanda, dal Portogallo o dalle banche spagnole. Ma contagio è quel disagio che attraverso i mercati colpisce in termini di maggiore incertezza e minore fiducia nell’irreversibile integrità dell’euro e maggiori tassi di interesse, Paesi che sono sullo stesso carro e che per ragioni storiche e strutturali non sono seduti sulla panca più centrale e solida di guida del carro medesimo”. Dunque “se non ci fossero state e se non ci fossero quelle situazioni problematiche che ho citato, i tassi italiani sarebbero più bassi. La differenza tra ciò che sarebbero e ciò che sono è una manifestazione del contagio”, come peraltro hanno confermato le stime di Bankitalia e poi della Confindustria.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Negli Usa un terzo candidato libertario che cresce nonostante tutto

Articolo successivo

Il Fiscal Compact è legge. Per l'Italia sono 20 anni di lacrime e sangue