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“Siam pronti alla morte… L’Italia chiamò”. Io salvo la Lombardia, voi morite di quel che volete

di CESARE DURANTIgaribaldi-e-nino-bixio

Gli italiani, come dice il loro inno, sono pronti alla morte. Sembrano infatti proprio destinati a morire di agonia, lenta ma inesorabile. E ciò che più mi fa stupore è vedere i lombardi che chiedono prestiti per pagare le tasse, per mantenere l’assistenzialismo del Sud. Quando chiedo a un lombardo cosa lo spinga a subire imperterrito senza quasi domandarsi il perché, senza rendersi conto che dà 10 e in cambio riceve uno, cosa lo spinga a mantenere forestali calabresi e anche qualche figlio della lupa o del regno delle due Sicilie, vedo in loro uno sguardo ebete. Nelle orecchie mi risuona la musichetta “Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”. Se loro sono pronti, bene, ma almeno salviamo la nostra Lombardia. Degli altri, francamente, e di ciò di cui vogliono morire, me ne infischio.

 

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