Si chiude bottega. Safilo, Elcograf… Callegari: esuberi di cui nessuno parla, tanto sono solo Veneti.

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di Corrado Callegari –  Almeno 1.100 esuberi. Così, come se niente fosse. La Safilo solo a Longarone ne ha 400 su 700 complessivi. Poi c’è il colosso veronese della Elcograf, altri 440. Non ne parla nessuno. Il Veneto non fa notizia. Gli amplificatori della comunicazione sono tutti concentrati o sui barconi dei migranti o sui massimi sistemi del sovranismo, che aspetta di fare la conta dei disastri per poi dire: arriviamo noi a salvare il mondo. Intanto l’indagine di Bankitalia dice che la stagnazione economica del Veneto fa paura. L’indice di fiducia delle imprese è al minimo storico e il 2020 sarà peggio dell’anno che si chiude. La manifattura non regge il passo. Nulla di nuovo, viene da dire. E la speranza in un rilancio dell’economia che passa per una fiscalità umana e giusta, quella che doveva arrivare dall’autonomia sancita dal referendum, stagna col resto.  Poteva cambiare il destino del Veneto in questi anni? Facile rispondere: se  avessimo potuto avere i miliardi del residuo fiscale da investire in opere pubbliche, per detassare il costo del lavoro e fare formazione,  per competere insomma anziché tirare a campare per riuscire a pagare le bollette dello Stato, non saremmo qui a raccontare che una regione che da sola fa il Pil di alcuni Stati europei, deve subire la doppia umiliazione: chiudere, nonostante la voglia di lavorare e creare, e vedere che i politici del Nord in carica sono i primi a non fare gli interessi del proprio territorio. Vanno a Roma per liberare il Sud dai vecchi partiti, per prendere il posto di quelli che c’erano prima. E non lasciano al Nord neppure una zattera di salvataggio. Il Veneto non se lo merita. Il Veneto torni ai veneti che vogliono amministrare per il bene comune del territorio, non per i territori degli altri.

Corrado Callegari, Partito dei Veneti-Grande Nord

 

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