Lega: Salvini e Bossi capilista alla Camera. La “grana” Sgarbi

di REDAZIONE

Matteo Salvini capolista per la Camera nella circoscrizione Lombardia 1 (quella di Milano) e Umberto Bossi in Lombardia 2. Al Senato in Lombardia Roberto Calderoli sara’ capolista mentre Giulio Tremonti, gia’ capolista nelle regioni del centrosud, e’ al secondo posto. Sono alcuni dei nomi di spicco nelle liste della Lega. ”Grande rinnovamento e tante facce nuove”, spiega Roberto Maroni parlando con i giornalisti. Fra i nomi per la Camera, i segretari provinciali di Bergamo, Christian Invernizzi, e di Varese, Matteo Bianchi.

”In Lombardia siamo in vantaggio, anche se resta ancora molto da lavorare per arrivare al successo finale. Per le politiche stiamo recuperando. E se dovessimo vincere sia le elezioni regionali che quelle politiche, il nostro progetto di tenere in Lombardia il 75% delle tasse pagate dai lombardi verrebbe sicuramente attuato”. Lo ha dichiarato questa sera a Pavia Roberto Maroni, candidato di Lega Nord e Pdl alla presidenza della Regione Lombardia. ”La sinistra si è dichiarata contraria alla nostra proposta di tenere il 75 per cento delle tasse in Lombardia: facciamo conoscere a tutti il pensiero dei nostri avversari – ha aggiunto Maroni -. Stiamo parlando di una quota pari a 16 miliardi di euro, che ci consentirebbe di tagliare l’Irap e il bollo auto e di sostenere le piccole e medie imprese che finalmente potrebbero assumere i giovani”. A fianco di Roberto Maroni c’era Alessandro Cattaneo, esponente del Pdl e sindaco di Pavia alla guida di una giunta di centrodestra con la Lega Nord. Nei giorni scorsi Maroni lo aveva indicato come suo possibile vicegovernatore in Lombardia, anche se questa sera Maroni ha specificato che questa scelta spetta solo al Pdl. ”Mi auguro che la decisione – ha sottolineato Cattaneo – venga presa tenendo conto di chi ha operato concretamente sul territorio, con onestà e competenza. Qualsiasi sarà la scelta dei vertici del Pdl, sosterrà con convinzione in campagna elettorale la corsa di Roberto Maroni alla presidenza della Regione Lombardia”.

 

Intanto Vittorio Sgarbi spiega le ragioni che hanno portato alla presentazione della lista ‘Prima il Nord’ al Senato in Lombardia (sarà presente anche alle Regionali), Piemonte e Veneto, lista contro la quale la Lega Nord ha fatto ricorso senza successo. ””Prima il Nord” – chiarisce Sgarbi – non è una lista leghista. E’ una lista contro l’inciucio Lega – Pdl, e si rivolge a coloro che non accettano compromessi e difendono i valori della grande civiltà padana nella difesa dell’arte e dell’identità culturale, nell’esaltazione di un grande patrimonio sottovalutato dalla Lega, da Giotto a Padova, a Caravaggio, da Correggio a Parma, a Giorgio Morandi. Prima il Nord indica semplicemente il primato della cultura, dell’arte, della civiltà lombarda, veneta, emiliana. Da Bonvesin de la Riva a Ludovico Ariosto, da Leonardo a Giorgione, su cui nessun partito ha posto la priorità nei programmi”. Per il critico d’arte, ”si parla di Expo distruggendo Milano con grattacieli e architetture inutili e nessuno pensa ad una grande mostra di Leonardo a Milano: non si può vincere in Lombardia stando dalla parte dell’ignoranza. La Lombardia vuol dire Cesare Beccaria, Alessandro Manzoni, Carlo Porta. Si sente parlare soltanto di spread e di Imu. Lo sanno i leghisti che la madre di Dante era di Ferrara?”, si chiede.

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