Settembre nero, Lega deve fare i conti con sfiducia a Durigon. Dimissioni in vista?

“Noi siamo per risolvere i problemi e non per crearli, siamo per spegnere le polemiche e non per alimentarle: con DURIGON ragioneremo su cosa sia più utile fare”. E’ quanto afferma il leader leghista Matteo Salvini, a margine del suo intervento al Meeting di Rimini. “Le polemiche sul fascismo appartengono alla Storia – premette Salvini – e al vertice con Draghi non abbiamo parlato di DURIGON ma di pensioni, di quota 100, di flat tax, di emergenza incendi… Fascismo e comunismo sono stati superati dalla Storia e con DURIGON sono al lavoro su tanti temi. Ripeto: valuteremo serenamente cosa sia più uile fare per lui e per il Governo”.

“Non e’ questo il momento di creare frizioni e divisioni. Il premier ha tutta la nostra stima e fiducia e sapra’ trovare la modalita’ per governare la maggioranza e anche eventuali conflittualita’ che nascono anche su fatti incresciosi e dichiarazioni di cui non condividiamo neanche una virgola come quella di Durigon, che sono state delle dichiarazioni che non hanno nulla a che fare con il nostro paese e cono il nostro presente. Ma tutto questo non porta a creare una crisi di governo in queste settimane”. Cosi’ il presidente di itaia Viva Ettore Rosato, arrivando al Meeting di Rimini replica a chi chiedeva se il suo partito voterebbe le annunciate mozioni di sfiducia di Pd e M5s per rimuovere il sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, dopo la sua proposta di rimuovere l’intitolazione ai magistrati uccisi dalla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di un parco di Latina per ripristinare la vecchia denominazione ad Arnaldo Mussolini. “Auspichiamo che ci sia una presa di coscienza e consapevolezza da parte di tutti su questo – ha aggiunto Rosato -, confidiamo che il lavoro di Draghi superera’ anche questa difficolta’”. Di certo “Questo paese non ha bisogno di crisi di governo, non avra’ crisi di governo. Non ci preoccupiamo di questo”.

“Se DURIGON verrà ‘dimissionato’ dal Pd per una battuta infelice e già ampiamente rettificata, io da senatore non voterò più per il governo Draghi a scatola chiusa”. Così in una nota Francesco Giro, senatore FI.

 

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