Senza autonomia e senza flat tax. Ecco serviti i padani

di Roberto Bernardelli – L’autonomia è una cosa lontana. Usata come pedina elettorale. Lo sapevamo da tempo, parlano poi i fatti. Un tempo ci fu persino i governatore lombardo, Attilio Fontana, a dichiarare a Radio 24 che l’autonomia poteva anche aspettare. Vedete, siamo un paese senza memoria storica, la gente scorda facilmente. Allora ribadiamo la posizione che uscì dal presidente lombardo.

“Da presidente di regione il mio interesse è soprattutto verso l’autonomia, il risultato di questi giochi dimostra che se si dà la possibilità alle autonomie locali di avere un po’ di spazio si possono realizzare cose incredibili. Ma è fuor di dubbio che per il bene del paese sarebbe più importante un taglio alle tasse perché la nostra economia ha bisogno di uno shock per ripartire”.

Rispondendo a una domanda su cosa sceglierebbe, se costretto a rinunciare a una delle due riforme, tra la flat tax e autonomia, chiariva: “Assurdo fare scambi di questo genere, autonomia e flat tax sono due mosse utili per il paese; non vedo perché si debba rinunciare all’una rispetto all’altra. Sono convinto che l’autonomia sia un passaggio fondamentale per le nostre regioni e per il resto del paese”.

E come no, caro governatore. Intanto non abbiamo mai visto l’autonomia. Tanto, come lei ha dichiarato, poteva aspettare. Ma tagliare le tasse vuol dire proprio concedere ai lombardi, ai veneti di recuperare il proprio residuo fiscale e di dare più servizi riducendo le imposte. L’esatto contrario di quanto lei afferma. La flat tax? Un orpello elettorale, di propaganda. Forse, se vedremo qualche cosa, lo dovremo a Draghi, non certo al suo partito. Esperto in patti traditi con gli elettori. Ai quali però dico: sveglia!

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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