Sembra un governo da area C. Addio a tutti i bonus, siamo tutti da cerchia dei Navigli

Sembra un governo per ricchi. Come Sala chiude la città con l’area B per l’accesso ai lavoratori che si muovono con i loro mezzi non fighi cioè non elettrici o con qualche anno (si sa, qualcuno la macchina non la cambia ogni tre anni…), così il governo elimina tutte le facilitazioni ai cittadini, al ceto medio. Il peso più importante lo gioca il taglio dello sconto delle accise. Prezzo pieno. E vai. Poi via lo sconto di 60 euro per quelli che avevano scelto di spostarsi con l’abbonamento con i mezzi pubblici. Cornuti e mazziati. Via anche lo sconto decoder per i redditi Isee. Una chicca dietro l’altra.

Addio. La botta a caldo più immediata la troviamo al distributore. Via infatti le accise. M salta anche tanto altro. Per il governo Meloni non c’è più tempo per “regali”. Mentre sale l’inflazione, i tassi d’interesse e il caro energia spadroneggia, il governo toglie la piccola bombola d’ossigeno che arrivava a casa dei contribuenti.

Salta il bonus tv. Non c’è più il bonus facciate. Idem quello trasporti. Non ci sono più i bonus in busta paga, da 200 euro per i redditi sotto i 35mila euro e quello da 150 per quelli sotto i 20mila.

Bonus trasporti da 60 euro addio per gli abbonamenti a metro e bus. Niente più bonus per l’Isee di 50 euro per l’acquisto del decoder.

Come sottolinea Money.it, l’esecutivo ha cancellato alcuni bonus per il 2023, decidendo di tagliare sconti e aiuti di cui milioni di italiani hanno beneficiato negli ultimi mesi. È il caso sicuramente del taglio delle accise sui carburanti: il prezzo di benzina e diesel, dal primo gennaio 2023, è salito di circa 20 centesimi al litro.

    Per entrare più nello specifico del superbonus è utile il vademecum con i rimandi legislativi realizzato da money.it (https://www.money.it/superbonus-regole-requisiti-limiti-novita-guida-2023?fonte=leggi-anche&articolo=134150)

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