Secessione, anzi no. Federalismo, anzi no. Italia unita. Salvini sbianchetta l’indipendenza

lega-poltronadi MARCELLO RICCI – L’acqua è l’elemento più importante per l’organismo, in ogni uomo ve ne è oltre il 65% e lo è altrettanto per i popoli.  Il Po nasce dal Monviso e finisce nell’ Adriaco irrorando, insieme con i suoi affluenti la pianura padana e disegnando un ampio territorio appartenente all’Europa continentale.  La Padania da realtà geografica è divenuta anche realtà politica ed ha popoli con culture e lingue ben definite. E’ confinante con un’altra realtà geografica, denominata Italia.

 

Pur essa ha  popoli con culture, lingue diversi e distinti. Anche la storia è diversa, gli influssi dell’impero austro-ungarico da un lato e del regno borbonico  dall’altro. Che unisce la Padania all’Italia?  Certamente la continuità territoriale, ma questa di per se non è ragione per unificarle. Tantomeno lo è la vantata storia risorgimentale che ha inteso soddisfare interessi economici e di potere di alcuni. Quanta panna montata nell’epopea risorgimentale!                 Cavour, Napoleone III e Vittorio Emanuele interpretarono il grido di dolore e l’inquietudine di popoli che videro strumentalizzate le loro sofferenze nel discorso della Corona del 1859.

 

Gli accordi di Plombières furono il giustificativo per far partire la guerra all’Austria dal territorio padano. Abile sceneggiata, ideologizzata da Mazzini, animata da Garibaldi, tessuta da Cavour con il contraltare di Franceschiello e del Papa. Come coreografia i tamburini sardi e Porta Pia. Di reale solo la necessità di giustificare internazionalmente l’aggressività dei piemontesi molto francofoni. Senza tirarla per le lunghe da questo ‘capolavoro’ nacquero  le questioni settentrionali e meridionali, ancor oggi vivissime. In una prospettiva di un Europa fatta di macroregioni nacque  la LEGA NORD PER L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA, che per statuto ne rivendica l’indipendenza.

 

Onore a chi generosamente ha cercato rimedio all’errore e che generosamente ha proposto, forse sbagliando, una soluzione federalista. Come l’usuraio che non molla la preda, il parassitismo ha prevalso sul buonsenso, sulla dignità e sulla giustizia. Oggi esiste, sullo schema della Lega Nord, un movimento che ha l’obiettivo di ridare dignitosa autonomia al meridione.  L’atto di riconoscenza per  l’aiuto offerto, è di unificare i movimenti e di correggere lo statuto della LEGA  NORD PER L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA, cancellando il fine fondante del movimento. La storia si ripete sempre, in nome dell’unità si cancellano le identità. Più grandi più forti. Non è così. La separazione consensuale o meglio l’annullamento di quella unione viziata e impropria non sarebbe un dramma, anzi il contrario. Conforta l’esperienza di altri popoli ( Cecoslovacchia, Jugoslavia. eec.). Perché Padania e Italia non possono? Si consenta all’acqua dei fiumi di disegnare oltre che la geografia anche la politica.

 

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